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La furia di Netanyahu su Tehran, bombardato anche il carcere di Evin e colpita un’università

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L’odio brutale di Netanyahu si è scatenato contro Tehran, simbolo dell’odiato regime degli Ayatollah – che reggono Hezbollah che ha scatenato il pogrom del 7 ottobre – e si abbatte in un attacco definito “senza precedenti” contro la capitale iraniana: colpiscono ovunque, gli israeliani. Colpiscono il quartier generale dei Pasdaran, il carcere di Evin (quello dove stava Cecilia Sala, pieno di dissidenti: donne e uomini odiati dal regime e condannati a morte, ora anche da Israele) e persino un’università.

“Ci sono molte vittime” recitano i bollettini di guerra, falsi per natura e concezione. E’ facile immaginare che “le vittime” non siano molte,  ma siano moltissime.

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E mentre l’Iran ha minacciato di attivare cellule terroristiche dormienti negli Usa, il ministro degli esteri di Khamenei ha incontrato Vladimir Putin che ha sibilato “Proveremo ad aiutare il popolo iraniano”, e gli Stati Uniti a guida schizofrenica insistono sull’idea di non cercare un cambio di regime in Iran. La Cina condanna gli attacchi e invita a riaprire il tavolo delle trattative.

Israele avrebbe inviato un messaggio all’Iran

La tv pubblica israeliana Kan, informa intanto che Israele ha inviato un messaggio all’Iran in cui comunica di “avere intenzione di porre fine alla guerra” guadagnandosi la risposta del regine che avrebbe risposto: “i tempi non sono ancora maturi”. Se la notizia fosse vera sarebbe una follia, significherebbe che l’Iran vuole che si distrugga più Iran per dire basta alla guerra all’Iran.

Per fonti israeliane il carcere di Evin, sarebbe stato bombardato l’ingresso principale, sarebbe stato attaccato dai caccia dell’Iaf nel tentativo di liberare i dissidenti nel quadro di una eventuale protesta interna mirata a far cadere l’attuale governo in Iran. L’obiettivo è anche quello di indurre gli ayatollah ad accettare di porre fine alla guerra e trattare sul nucleare, lo scrive il Corriere citando l’agenzia ANSA.

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Ulteriori notizie informano che nel corso della giornata (23 giugno, ndr) e nella notte i caccia israeliani intensificheranno gli attacchi contro l’Iran per raggiungere più velocemente risultati militari importanti – di conseguenza politici.

 

 

(23 giugno 2025)

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