Un attacco in stile 11 settembre che avrebbe dovuto demolire le torri a Gush Dan prima pianificato con attacchi da nord, da sud e da est, e poi abortito da Hamas che aveva virato verso ciò che è poi stato. L’attacco doveva colpire nell’area metropolitana più vasta e più densamente abitata dello stato d’Israele, che comprende anche ampie zone del distretto di Tel Aviv.
Lo scrive La Stampa citando il sito web di Yediot Ahronoth che ha rilanciato l’esclusiva del Washington Post basata su documenti del 2021 recuperati a Gaza dall’IDF.
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Gli attacchi terroristici pianificati prima del 7 ottobre dovevano essere ben più aggressivi e vasti di quelli poi messi a segno il 7 ottobre 2023 e colpire le Torri Azrieli e la Torre Moshe Aviv che, stando ai documenti, dovevano essere rase al suolo secondo i piani originari in perfetta continuità con l’11 settembre.
La zona che Hamas pensava di colpire ha una popolazione di circa 3.8 milioni di abitanti, su una estensione di 1.500 chilometri quadrati.
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(13 ottobre 2024)
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