Non sappiamo se la condanna fosse scontata come già qualcuno in Italia insinua facendo macelleria elettorale di qualsiasi avvenimento possa fargli comodo. Due erano le cose scontate, invece: il ricorso in appello di Donald Trump e l’endorsement di Salvini (che non serve a Trump, serve a Salvini). La questione americana poco avrà a che fare con la politica italiana, tutta tesa versa la trasformazione in neo-Ungheria della nuova Italia autarchica che se la prende anche col cardinale Zuppi che ha l’ardire di criticare il premierato.
Così Trump è condannato per i suoi 34 capi d’accusa, tra i quali avere usato illegittimamente fondi per la campagna elettorale. Ma peserà più sull’elettorato repubblicano moderato il suo avere pagato prostitute per prestazioni sessuali, pagamenti e prestazioni da lui sempre negate. E’ una condanna penale, non una nocciolina. I suoi avvocati hanno già presentato ricorso, sostenuti dalla base di fanatici trumpiani per i quali avere un capo è più importante di tutto e per i quali, in linea con il Trump-pensiero, tutta la questione è un complotto. Come la terra rotonda, per intenderci. Che è pure un complotto. Come la relazione extra coniugale con Stormy Daniels.
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Trump continua la sua corsa, ma non potrà ignorare che molti che nei sondaggi dicevano che l’avrebbero votato, specificavano che non avrebbero potuto farlo se fosse stato riconosciuto colpevole.
Per il momento non vanno a giudizio le altre tre incriminazioni per aver fomentato l’assalto al Congresso, trafugato documenti segreti (a casa sua), complottato per vincere le presidenziali in Georgia truccando le schede elettorali. Se ai fanatici del presidente-pel-di-carota queste accuse sembrano medaglie, sono gli incerti e i moderati (che nel confronto con Biden sono fondamentali), faranno i conti con la sua colpevolezza.
Poi c’è l’endorsement di Salvini che non aggiunge nulla alla vicenda di Trump, ma molto alla strategia di Salvini.
Tra ponti e pontiere la politica italiana non si sente molto bene
di Giovanna Di Rosa Cento ne dicono e nemmeno una ne fanno. A meno che non convenga loro.... →

(31 maggio 2024)
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