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“Oh bella Rai”, una distopizzazione non si nega a nessuno….

di Claudio Desirò

Se tutto è fascismo, più nulla è fascismo ed anche l’antifascismo può scadere nella parodia di se stesso. Purtroppo, però, larghe fette dell’opposizione ed alcuni dei loro più accaniti fan sembrano non averlo capito e continuano nella narrazione di un Paese sprofondato negli anni ’20, ma del secolo scorso. Una narrazione talmente accurata, seppure distorta, che qualcuno davvero sembra vivere in un Paese in balìa di una guerra civile post bellica, terminata il secolo scorso.

Da questo mondo distopico non poteva salvarsi la Rai, soprattutto nella settimana della kermesse Sanremese, che tanta visibilità e pubblico porta alla tv di Stato.

Un “Bella Ciao” non si nega mai a nessuno, soprattutto quando, cantata fuori contesto, ne viene strumentalizzato e banalizzato il significato, figuriamoci quindi se si può considerare una sorpresa il suo doppio utilizzo nel giro di pochi giorni.

La prima volta, durante la conferenza stampa di presentazione dello stesso Festival, quasi a sottolineare il valore antifascista della settimana canora, come se l’antifascismo non fosse valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese.

La seconda, durante la manifestazione show della sinistra per pochi intimi sotto la sede Rai di Roma, come se la stessa tv fosse occupata da pericolosi soggetti che mettono a repentaglio la democrazia del nostro Paese. In fondo, però, la sinistra nelle sue varie declinazioni, così come molti dei suoi più accecati tifosi, credono sia proprio così, perché, di fatto, anche la lottizzazione Rai è considerata a sinistra come antidemocratica, ma solo nelle rare occasioni in cui non è la sinistra stessa a lottizzare. In quel caso, invece, è democrazia perfetta.

E mentre la sinistra vive la sua distopia, facendo vivere i propri tifosi in un mondo parallelo, il Paese reale va avanti e necessiterebbe di una classe politica diversa, concreta e razionale, anche e soprattutto da parte di un’opposizione che invece si limita alla lotta ideologica, fino al punto di diventare parodia di se stessa.

 

(9 febbraio 2024)

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