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Chi di gogna mediatica ferisce….

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di Claudio Desirò 

Senza entrare nello specifico dei singoli casi giudiziari, sui quali le diverse Procure che stanno indagando si spera faranno luce al più presto, tra la fine del 2023, con gli scandali legati alla presunta falsa beneficenza con Pandori e Uova di Pasqua, ed il caso di questi giorni, con il presunto suicidio di una ristoratrice messa all’indice per una (forse) falsa recensione, è scoppiato il bailamme relativo all’utilizzo improprio, forzato e forzoso, di internet e dei social e della poca responsabilità con cui, personaggi più o meno influenti, non si sa bene per quale merito, utilizzino lo spazio virtuale come palcoscenico per il proprio personale show.

Personaggi, soprattutto alcuni, abituati a sfruttare gli spazi social anche per scatenare gogne mediatiche contro il malcapitato di turno che, quando questa pessima pratica gli si ritorce contro, si stracciano le vesti denunciando accanimenti ingiustificati nei propri confronti. Appelli, spesso diffusi tramite social, che nell’impeto del momento sfociano in vere e proprie sceneggiate di pessima fattura.

Ed è così che il marito ex cantante ed ora influencer, che a dicembre scorso tuonava contro i media e l’eccessiva attenzione data al cosiddetto pandoro-gate, denunciando anche una presunta gogna mediatica contro la moglie imprenditrice, in questi giorni si è esibito in una diretta social contro un suo presunto hater, diffondendo al “popolo” anche la foto del soggetto in questione affinché tutti potessero vederlo, conoscerlo, indicizzarlo. Peccato che abbia sbagliato persona ed esposto alla gogna mediatica la fotografia di persona-altra del tutto estranea alla vicenda.

Allo stesso modo, una giornalista-non-giornalista, abituata a denunciare a mezzo social persone di varia estrazione esponendole al pubblico ludibrio, in questi giorni si lamenti dell’accanimento contro lei stessa, dovuto all’episodio di cronaca più recente: il fidanzato- influencer si esibisce, non si sa con quale competenza, in un debunking di una recensione, lei ne amplifica la portata diffondendo ai milioni di fan del proprio profilo il post del novello investigatore dell’etere, ma capita che chi è stato esibito come trofeo si tolga la vita e scoppi così un putiferio di ritorno. E dagli di piagnistei social, di denunce web circa presunti accanimenti e tutto il corollario a cui ci siamo ormai, tristemente, abituati.

Vicende che aprono spazio a numerose, forse infinite riflessioni, a partire dal livello dei personaggi cui oggi si attribuisce un ruolo di riferimento sociale, intellettuale o addirittura politico. L’ardore con cui, ad esempio, la sinistra e molti presunti riformisti difendono a priori la coppia Fedez-Ferragni, ne evidenzia il peso e l’influenza all’interno di quell’area politica: laddove un tempo i riferimenti politici erano rappresentati da fior fiore di intellettuali, oggi quegli stessi spazi sono occupati dal pensiero di un’imprenditrice social e di suo marito rapper. Se un tempo sulla società, le sue evoluzioni, sui diritti discettavano filosofi, politologi, intellettuali di spessore, oggi si attende l’oracolo della brava ex comica, oggi ancora più brava regista.

Un popolo assoggettato alla notorietà del personaggio, pronto ad ergerlo ad esempio morale e di vita, a prescindere dalle competenze specifiche e dal relativo campo di lavoro personale.

Una società, in fondo, vittima di se stessa dove l’apparire è la priorità e l’apparenza risulta un valore molto più riconosciuto del contenuto, dell’essenza.

Spazi concessi ad imbonitori del web o a personaggi dello spettacolo dai quali si attende l’indicazione della via maestra da seguire nel proprio viaggio della vita. Aspettandosi la verità rivelata in loro possesso, dall’alto del pulpito, spesso virtuale, sempre traballante, su cui sono stati, o si sono issati.

Personaggi divenuti riferimento sub-culturale sfruttando metodi e mezzi che, quando sono utilizzati a campo invertito, combattono a spron battuto, abiurando anche a se stessi ed al percorso che ne ha garantito le fortune immeritate. E chi ha fatto fortuna scatenando gogne e shitstorm mediatiche, si sente braccato quando sbaglia mira e nel chiacchiericcio mediatico del volgo ci finisce lui. Triste fotografia di una società contemporanea che ha intrapreso una rapida decadenza intellettuale e culturale a cui sembra non ci sia mai fine.

 

(19 gennaio 2024)

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