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Profondo Rosso-Populista?

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di Claudio Desirò

Che l’elezione di Elly Schlein alla Segreteria del PD, o di quel che ne resta, non sia passata inosservata è dire poco: un nuovo Segretario destinato a spostare gli equilibri del proprio partito e non solo.

L’operazione Occupy pd, nata nel campo delle “sardine” è stata portata a termine con successo, attraverso slogan, vecchi refrain della sinistra radicale e quell’entusiasmo giovanile che ha squassato il campo. Una dialettica che strizza l’occhio al populismo più d’accatto e che ora pone il partito in una posizione diversa, più simile e vicina alla sinistra massimalista ed ai 5 stelle contiani. Con essi Schlein non solo è destinata a dividersi l’elettorato, ma per la vicinanza di temi e dialettica è destinata ad intraprendere quella strada di alleanza organica che, probabilmente, scontenterà molti iscritti al suo partito.

Una vittoria netta, conseguita al di fuori del partito stesso, contraddistinta dalla capacità di intercettare il consenso e cavalcarlo, anche tramite il ricorso ad uscite distanti dalla realtà. L’attacco al liberismo dannoso portato avanti nel Paese OCSE più statalista, è l’emblema della distanza che intercorre tra la narrazione e la realtà. Per il Paese si prospetta un’ulteriore decadenza del confronto, del livello delle proposte e della qualità della classe dirigente, con questa nuova aggiunta di populismo e di ideologizzazione dei temi: dall’ambientalismo ai diritti, dalle politiche sul lavoro all’assistenzialismo, non c’è tema su cui, da oggi, anche il PD non avrà un approccio distante da quella demagogia populista capace unicamente di dare risposte semplificate, ad uso e consumo elettorale, ma del tutto inefficaci ed inattuabili.

In questo panorama non rimane altro che sperare che qualcosa di serio possa nascere prima che sia troppo tardi, anche se i recenti esperimenti non sembrano andare a buon fine a causa della scarsa chiarezza e della tendenza a ritornare nel proprio campo, magari per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, piuttosto che percorrere una strada veramente nuova e diversa, per sé stessi e per il Paese. Ogni riferimento al cosidetto terzo polo non è assolutamente casuale.

 

(3 marzo 2023)

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