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Metti che la nemmeno troppo latente pulsione ondivaga di Elly Schlein suicidi il PD

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di Giovanna Di Rosa

Nel mezzo del casìn di questa vita mi ritrovai una segretaria oscura che sulla via di Threads.com lentamente si suicida. La segretaria del PD travolta da Acca Larentia e dalla giovanile indignazione che le suscitano, giustamente, alcune centinaia di braccia tese nel saluto romano, si perde, si è persa, è perduta. Gliene dicono di tutti i colori e articolano le repliche, senza nemmeno troppe volgarità, ma lei niente. Tira dritto per la sua strada. Una strada lastricata di slogan, di pochissime analisi, di frasi filo-contiane del post grillismo (perché ora il Vate si è lanciato a spiegarvi come dovreste curarvi, e tutti i Bassetti miao), cerca  inutilmente di stanare Meloni nella sua aurea e nemmeno troppo placida poltrona regnante e non ne dice una che abbia un senso, Schlein l’evanescente.

La presidente del Consiglio parla molto, proprio come Schlein, ma al contrario di Schlein capisce perfettamente quando è il momento di stare zitta. Non piacerà, ma anche questa è una capacità.

E così un intervento in parlamento gridato con la rabbia dei trent’anni e un po’ ha rimediato la risposta pacata di Piantedosi che le ha ricordato, all’evanescente Schlein, che nessun governo ha mai fatto niente per quella storia lì che tanto indigna oggi, da sinistra a destra e viceversa – e da quarantacinque anni a questa parte, mica due giorni. Così l’educatissimo social – per ora – rende noto che non c’è una sola persona tra le centoquaranta di cui abbiamo letto i commenti, che non le ricordi la sua mancanza di programma, di proposte, di soluzioni, di capacità, di analisi, la sua faziosità; che non le ricordi il suo insulso ta ta ta ta ta (Sabina Guzzanti, ti amiamo), quel suo articolare nebuloso concetti astrusi pensati male ed espressi peggio; per compassione nessuno le ricorda che il PD nei sondaggi guadagna lo zero virgola un po’ e perde lo zero virgola un po’. Lei, che è una parca, ne è contenta perché l’ha ereditato al 15%. Si chiama visione del futuro.

Così mentre da leader autoinvestita dell’opposizione si lancia in grida furibonde, e perde decimali nelle intenzioni di voto, la presidente del Consiglio guadagna quasi un punto dopo una conferenza stampa nella quale non ha detto nulla dicendo tutto, ma ha dato una grande sensazione di chiarezza e solidità e di fare politico, quel fare politico  – segretaria Schlein le sveliamo un segreto – che può agirsi persino dall’opposizione. Si chiamava governo-ombra e funzionava. Si informi.

Così, sorvolando sulle accuse che da più parti la investono di pronunciarsi solo su Meloni senza schierarsi su Israele e Gaza ed essendo colpevolmente ondivaga sull’invasione dell’Ucraina (il vero fascista è Putin, sia detto sommessamente, forte di oltre 6mila testate nucleari insieme a tutto il resto) lanceremmo una proposta: Schlein si candida alle europee così si toglie di mezzo, la segreteria PD va a Stefano Bonaccini che tanto è già maggioranza nel partito e la politica la sa fare senza lanciarsi in troppi discorsi ridondanti e vedrà, segretaria, che qualcuno disponibile alla presidenza del partito lo trova in quattro e quattr’otto.

Intanto, se può, eviti di suicidare il partito alle Europee di giugno. L’opposizione, che è anch’essa governo, non può essere lasciata a conti e grillini che si sentono addirittura un partito.

 

(11 gennaio 2024)

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