Eccoli i Verdini ed ecco di nuovo tutto il loro codazzo di polemiche e affari non chiari direttamente collegati a questioni di appalti ANAS. L’ANAS dipende direttamente dal ministero di Salvini, quasi marito della figlia di Verdini e ministro direttamente interessato politicamente, per doveri istituzionale, ad esercitare un controllo sugli affari di famiglia del suo quasi genero e del suo quasi cognato nonché fratello e padre dell’augusta rampolla.
Così tra battute geniali come “E’ corruzione, ma lo coprirò io” subito si corre a cercare la colpa di Salvini come se non fosse noto, ultranoto, che l’unica colpa di Salvini è quella di pensare di essere esente da colpe, e del resto il nuovo affaire della pregiata famiglia avviene in tempi in cui era Draghi ad essere presidente del Consiglio, come subito si affrettano a dichiarare dal territorio leghista. Dichiarazione che non significa nulla, ma che è bene lanciare tanto da qualche parte cadrà.
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Ma le sorprese non finiscono qui, Signora mia. Perché non è mai stato detto con troppa enfasi quanto siano stupefacenti le meraviglie fantasmagoriche della famiglia tradizionale difesa con nemmeno troppa incosciente veemenza da questo governo che si riferisce alle donne al maschile e poi se la prende col gender. Verrebbe voglia di scrivere che si rischia di capire il perché, ma farebbe brutto; così mettiamola giù come va detta: è un altro complotto della stampa di sinistra. Rock’n’roll.
(29 dicembre 2023)
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