di Vittorio Lussana
Il capolavoro letterario (si fa per dire…) del generale Roberto Vannacci vìola il codice penale solamente per il criterio razzista, quando non riconosce – dunque discrimina – la pallavolista Paola Enogu come cittadina italiana.
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I criteri di discriminazione non consentiti – e anzi puniti – dal nostro ordinamento giudiziario sono quattro: razza, religione, nazionalità ed etnia. Ci pare che, nel suo ignobile scritto, sia presente solamente il primo, ma ciò basta a qualificarlo per quello che è: un estremista eversivo, che vorrebbe vivere in un mondo immobile, poiché non percepisce la staticità culturale del proprio pensiero, che per essere considerato tale, ovvero pensante, necessita di una periodica rielaborazione.
Anche l’idea di italianità in quanto razza è una convinzione totalmente campata per aria, perché se c’è un popolo che si è mescolato con tutti, dai Normanni agli Arabi, quello è proprio il nostro. In ogni caso, lasciate che mi tolga una soddisfazione personale nei confronti di un simile ufficiale: Vannacci, hai fatto la botta e non ti passa più…
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(18 agosto 2023)
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