di Vittorio Lussana
Il capolavoro letterario (si fa per dire…) del generale Roberto Vannacci vìola il codice penale solamente per il criterio razzista, quando non riconosce – dunque discrimina – la pallavolista Paola Enogu come cittadina italiana.
Giustappunto! La libertà che ci prende: anatomia della sussunzione totale
di Fabio Galli C’è un equivoco originario, e non è un dettaglio: è il cuore stesso della modernità... →
I criteri di discriminazione non consentiti – e anzi puniti – dal nostro ordinamento giudiziario sono quattro: razza, religione, nazionalità ed etnia. Ci pare che, nel suo ignobile scritto, sia presente solamente il primo, ma ciò basta a qualificarlo per quello che è: un estremista eversivo, che vorrebbe vivere in un mondo immobile, poiché non percepisce la staticità culturale del proprio pensiero, che per essere considerato tale, ovvero pensante, necessita di una periodica rielaborazione.
Anche l’idea di italianità in quanto razza è una convinzione totalmente campata per aria, perché se c’è un popolo che si è mescolato con tutti, dai Normanni agli Arabi, quello è proprio il nostro. In ogni caso, lasciate che mi tolga una soddisfazione personale nei confronti di un simile ufficiale: Vannacci, hai fatto la botta e non ti passa più…
Giustappunto! Estetica dell’acqua e vertigine del presente climatico a Palazzo Strozzi
di Fabio Galli Allagare un cortile rinascimentale non è un gesto innocente. Non lo è mai, quando si... →
(18 agosto 2023)
©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata
Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)
