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Se la politica nutre il paese di propaganda e ideologismi

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di Claudio Desirò

Si conclude l’ennesima settimana politica composta di ideologismi, di propaganda, di slogan, di populismo. Un trend a cui, purtroppo, ci siamo abituati, nostro malgrado.

Giornate intense, si fa per dire, tra la ritrovata unione giustizialista sul caso Santanchè, l’idea demagogica di Salvini sui mutui e la proposta di legge massimalista dell’armata Brancaleone, che va da Fratoianni a Calenda, passando da Conte e Schlein, sul salario minimo.

Una settimana conclusa, o quasi, con gli slogan dell’avvocato del popolo che, davanti alla richiesta di commissione di inchiesta sul Covid, si infervora minacciando  il Parlamento “di un’accusa davanti al popolo italiano”, qualsiasi cosa voglia dire. Forse, una commissione di inchiesta su procedure e, probabilmente, su gare d’appalto, potrebbe fare paura. Chissà. Certo, se Conte e l’allora Ministro Speranza, così come tutta la struttura, nulla hanno da nascondere, la commissione d’inchiesta lo chiarirà.

Sicuramente, se qualcosa deve stupire della settimana politica, non possono essere né il populismo mostrato dall’ex Presidente del Consiglio multicolore, e nemmeno le proposte propagandistiche di Salvini sui mutui, misure che nulla portano a famiglie in difficoltà, se non un’eventuale aumento dei costi degli interessi, unitamente ad un maggiore guadagno per gli istituti di credito.

Non sorprende nemmeno un’unità del centrosinistra su proposte populiste o giustizialiste, sia che si parli del “caso Santanchè”, che del salario minimo.

Stupisce, qualcuno ma certo non chi scrive, il posizionamento di chi professa da 10 mesi a questa parte presunti ideali e posizionamenti liberali, salvo presentare proposte e richieste tipiche dei tanto odiati, sulla carta, Schlein, Conte, Fratoianni.

Un Calenda che dal voler, sempre sulla carta, superare il bipolarismo ed il bipopulismo, termine tanto caro a lui ed a qualcuno del suo staff, ha confermato dalle scorse politiche fino ad ora, ciò che molti già sapevano: una propensione strabica a sinistra, fino al punto di abbracciare il populismo neo-grillino della Schlein, insieme ad una marcata incoerenza valoriale, segnata da una spiccata incapacità politica che lo porta a rinnegare se stesso, ed i suoi presunti valori, nell’arco di poche ore.

Nel frattempo, nonostante le Cassandre di chi prevedeva e vedrebbe di buon occhio una difficoltà dell’attuale esecutivo a solo scopo elettorale, gli indicatori economici del nostro Paese continuano ad essere decisamente positivi, sia sul primo trimestre che sulle proiezioni di maggio. Segnali di ripresa importanti, che non possono nascondere le difficoltà politiche su MES e PNRR, ad esempio. Temi importanti, ma sui quali le opposizioni troppo prese dagli slogan, dalla propaganda e dall’ideologismo, perdono l’opportunità di una politica costruttiva per il futuro del Paese, concentrate sulla narrazione di una realtà irreale, fatta di fascismi, di autarchia, di derive antidemocratiche, in atto solo nelle dichiarazioni da dare in pasto alle proprie basi. Basi, che di fatto, a giudicare dai risultati delle ultime tornate elettorali, sono sempre più distanti dagli stessi narratori. Con buona pace della politica, alta ed altra.

 

(7 luglio 2023)

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