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Comunicazione alla Sig.ra Ministra Roccella: la mia gatta si chiama Gatusa (dal tunisino, significa “gatta”)…. E ora basta giudicare la gente

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di Giovanna Di Rosa

Vede Sig.ra Ministra Roccella, il suo ruolo di ministra della Famiglia prevederebbe (terza persona del condizionale presente, precisazione ad usum puellarum) azioni consistenti nei confronti della famiglia in termini pratici, anche economici, non interventi giudicatori sulle azioni dei privati nella loro vita personale. Questa è una pratica che si usa in Iran, in Russia e in altri stati assolutisti, dicasi teocrazie assolute o democrazie illiberali, alle quali il suo augusto ministero certamente non s’ispira. Anche quando ciò che dice suggerirebbe il contrario.

La sua affermazione che viene riportata nel tweet seguente, anche ammesso che sia stata trascritta male, è di una tristezza infinita e racconta di qualcuno la cui profonda infelicità viene riversata sugli altri pensando di risolversi, per questo probabilmente è stata pronunciata pensando a qualcuno di sua conoscenza, non certamente a tutti gli Italiani.


Del resto le sue azioni sono sempre molto precise quando si rivolgono a qualcuno, basti dare un’occhiata a tutto ciò che ha detto sulle famiglie arcobaleno, farcendo i suoi commenti di precisazioni ingenerose persino quando magnanimamente ha voluto chiudere la polemica parlando trovando una soluzione per i loro figli. Si chiama bastone e carota, come vede abbiamo la sensibilità di non chiamarlo manganello perché riporterebbe le sue auguste affermazioni a un periodo storico che il governo di cui fa parte ignora, o pretende di ignorare. Così chiudiamola qui: noi chiamiamo i nostri animali come ci pare, continuiamo a fregarcene delle sue auguste opinioni su ciò che facciamo, continuiamo a fare l’amore con chi ci pare e a crearci le nostre famigliecurare i nostri animali (a quell’altra che rabbrividisce quando qualcun chiama amore il suo animale da compagnia, una rassicurazione: succede di peggio. C’è chi chiama amore certe donne e certi uomini, in maniera altrettanto inspiegabile) e certamente saremo qui quando del suo invisibile e inane ministero non sarà ricordata nemmeno una virgola. E non occorrerà nemmeno un grande sforzo.

Creda, sarebbe una pena vedere una donna del suo calibro dover ricorrere a fantasiose teorie sui tunnel delle nutrie, come certi suoi illustri predecessori già inspiegabilmente assisi sulla medesima invisibile poltrona familista e teocratica, pur di avere quattro righe sui giornali. Certamente lei si merita di meglio. L’Italia, gli Italiani e le Italiane, come pure i loro animali da compagnia – che tristezza la solitudine, vero? – meritando addirittura molto di meglio.

Naturalmente lei dichiarerà: “Mie parole strumentalizzate. Mi colpisce la solitudine crescente della nostra società”. Anzi, certamente lo ha già dichiarato e noi non ce ne siamo accorti. Perché siamo un popolo d’ingrati. Oltre che di gente che vota esclusivamente chi racconta bugie.

 

(1 luglio 2023)

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