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Di numeri e di Referendum, uno spettacolo pessimo

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di Claudio Desirò

Si conclude l’ennesima settimana caratterizzata dal peggior spettacolo che la politica possa rappresentare. Un livello così scadente da far apparire come fuoriclasse i pochi che si discostano dal consesso generale.

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La maggioranza va sotto sulla votazione del DEF, causa evidenti difficoltà di calcolo matematico connesso con i numeri parlamentari della nuova legislatura. Probabilmente abituati ai weekend lunghi precedenti, i 25 assenti ingiustificati fanno imbestialire la Presidente del Consiglio, che “si narra” non l’abbia presa proprio bene. Una pessima figura sul campo internazionale, anche peggiore se si considera quanto importante fosse la votazione sullo scostamento di bilancio, che fa esultare, come in uno stadio, le opposizioni ormai in uno stato pietoso da ultras di una curva sud. Poco importa alle varie derivazioni di sinistra se tutti gli scostamenti di bilancio siano stati sempre, o quasi, votati all’unanimità: nel clima da CLN perenne, l’importante è portare a casa una vittoria di Pirro, anche se a discapito del Paese intero.

In uno scenario simile, non stupisce, quindi, l’ennesima giravolta, con conseguente ulteriore decadimento intellettuale dell’avvocato del popolo, ora amico dei no-vax nel Referendum contro gli aiuti militari all’Ucraina. Quell’avvocato del popolo, che da presidente del consiglio (volutamente minuscolo) promulgò ingenti aumenti di spesa militare, i Lockdown e l’obbligo vaccinale, e che ora, col ramoscello di ulivo e la colomba bianca, pur di recuperare consenso, solletica la pancia di chi vorrebbe istituire una “Norimberga” contro di lui per il Covid. E ancora meno importa a lui ed al becerume di cui si contorna, se la politica estera di un Paese non debba essere decisa tramite referendum. L’importante è far parlare di sé. Nel bene o nel male. Ormai solo nel male, di una classe dirigente politica in gran parte dedita a show degni di B-movie degli anni 70.

 

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(28 aprile 2023)

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