di Redazione
Mentre si scrivono articoli su possibili “epidemie” di terremoti [sic] e si ritoccano foto con gli strumenti adatti per rendere i colori più forti e le immagini più forti, perché si fa sempre presto a speculare quando a morire sono gli altri, la terra continua a tremare in Turchia e Siria. Nella notte un’altra scossa di 5.7 richter ha contribuito al peggioramento di una situazione già disperata.
Is Facebook having a negative impact on society around the world? Many say: “Yes”
Leggi l'articolo →Le vittime sono ormai oltre 5mila, oltre diecimila i feriti, e l’OMS dirama un comunicato in cui prevede oltre ventimila vittime nei due paesi colpiti. Le condizioni metereologiche e la mancanza di attrezzature rallentano i soccorsi che in molti casi non riescono ad arrivare nelle zone colpite. In molte località si scava a mani nude.
Nonostante la tragedia Erdogan non allenta la morsa sulla popolazione: quattro persone che avevano lamentato ritardi nei soccorsi sono state arrestate dalla Polizia per post “provocatori che miravano a creare paura e panico” pubblicati sui social annunciando un’indagine più ampia sugli account dei social media. Le dittature non conoscono la pietà.
In fiamme il porto di Iskendurun.
25 novembre: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
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Port of Iskenderun continues to burn with massive flames #Turkey pic.twitter.com/fDIa3qUZ2z
— Ragıp Soylu (@ragipsoylu) February 7, 2023
(7 febbraio 2023)
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