di Daniele Santi
Dopo averci deliziato con la notizia delle bollette meritocratiche all’insegna del se sei virtuoso paghi meno, mica perché sia normale pagare meno se si consuma meno, ma in senso del dimostrare la virtù e i meriti del buon cittadino che vota le destre, ecco una nuova novità del quasi onnipotente ministro Giorgetti.
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E’ il 28 gennaio quando Giorgetti annuncia, gran brutta bestia l’annuncite, “credo”, perché credere è sempre meglio che non credere e non impegna, e costringe a leggere meglio perché l’affermazione del ministro che in linea col governo cui appartiene dice molto e fa assai meno di quel che dice, è leggermente diverso: “Credo che a inizio febbraio le nuove tariffe del gas saranno circa il 40% in meno rispetto alle ultime”. Le tariffe non le bollette.
Proprio perché Giorgetti crede e non è certo ergo non può promettere a meno che non sia un evento elettorale. E proprio di quello si trattava, a Milano al Teatro Manzoni, dove Giorgetti, scrive Repubblica, ha “confermato che dal primo aprile scatterà un nuovo meccanismo per gli aiuti contro il caro bollette” arrischiandosi, questo figlioletto di Stalin a rinverdire la locuzione “prezzi politici fino a una percentuale di consumo precedente della famiglia” – capito voi? noi no – “e quello è il prezzo ancorato ai valori del 2020, mentre il consumo in più viene messo a prezzo di mercato. Uno schema che premierà le famiglie che risparmieranno metano”. E siamo di ritorno alla bolletta meritocratica.
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(28 gennaio 2023)
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