di Giancarlo Grassi
Meloni e Salvini, presidente del Consiglio e Ministro rispettivamente del primo e unico governo Meloni, sono stati colpiti da un virus inguaribile e sono diventati democristiani. I due protagonisti della scena politica italiana cresciuti a suon di grida contro il meridione l’uno e spostamenti sempre più a destra l’altra, si sono calati – per ragioni propagandistiche e per marcare il territorio – nei panni dei buoni e tolleranti padre e madre di famiglia.
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“Non voglio nessuno scontro con i Magistrati” è il grido comune, e singhiozzi di commozione si levarono dal popolo, a fronte di un ministro della Giustizia che sembra avere chissà quali conti da regolare con un certo mondo, con un po’ troppa animosità personale, dicasi passione, pur restando anche noi convinti che di una qualche riforma ci sia bisogno pur nella consapevolezza che nessun giornalista è così cretino da pubblicare cose vietate dalla Legge, perché le leggi (certamente imperfette, ma non le scrivono i giornalisti e nemmeno i magistrati), ci sono.
Così ecco lo spostamento al centro democristiano dei due maggiori esponenti della tensione tra gruppi sociali (finta, fintissima) e le altrettanto finte, fintissime promesse elettorali alle quali mai hanno tenuto fede. Il diventare democristiani inneggiando ragionevolmente ad evitare ogni scontro è, per citare un romanzo famoso, “l’ultimo rifugio degli incapaci”, non incapaci tout-court, ma politicamente incapaci di governare promettendo essi un paese che non può esistere e che è fuori dalla realtà.
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(24 gennaio 2023)
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