Macron al governo italiano “Scegliere tra il dialogo o la linea Salvini”

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di Redazione Politica

Secondo diversi organi d’informazione il presidente Macron avrebbe suggerito al governo italiano di scegliere “tra il dialogo e Salvini”. Sarebbe poi stato il portavoce del governo francese Olivier Véran a picchiare duro dicendo: “Vogliamo ricordare gli obblighi dell’Italia e, se li rifiuta, immaginare qualsiasi misura possa essere utile”.

La questione è seria se persino il presidente Mattarella è intervenuto per cercare di calmare le acque. Così mentre dall’Italia autorevoli ex esponenti del centro destra, oggi destra estrema nonostante Forza Italia, consigli a Meloni di abbassare i toni, dal governo italiano continua la tradizione delle destre che siccome hanno vinto vogliono stravincere. senza mezzi.

Certo a Macron andrebbe risposto che  il manganellamento d’Oltralpe e la transumanza obbligata dei migranti che passano il confine e vengono riportati in Italia come mucche che abbiano sconfinato non è proprio qualcosa di cui la Francia possa fregiarsi, ma non sembra il momento giusto e del resto la destra sempre più estrema d’Italia insegna che ognuno è fiero per quel che può offrire (e la coppia Meloni-Salvini ha proprio poco di cui essere fiera). La presidente del Consiglio è infatti riuscita, in tre settimane di governo, ad alienarsi i rapporti con tre quarti d’Europa e ha reagito formando un’armata Brancaleone di paesi che reclamano giustizia sui migranti (Cipro e Malta non rispondono nemmeno agli appelli e l’atteggiamento della Grecia non è molto distante) per la semplice necessità di essere alla testa di qualcosa così da pensare di poter gridare più forte.

Così ora, nostra signora di tutti i miracoli, salvini-diretta nonostante lei si trova a fare i conti con la Francia – che in Europa ha un peso – e con la pre-condizione a una distensione nei rapporti bilaterali che obbliga al rispetto non solo di una regola del diritto marittimo ma anche dell’accordo europeo sul ricollocamento firmato a giugno. E’ il primo capolavoro della presidente del Consiglio che invece di pensare alla politica pensa agli articoli determinativi e ha dimenticato, forse Salvini non gliel’ha detto, che il patto sulla redistribuzione delle persone sbarcate nei paesi di primo ingresso prevede il principio del “safe place”, il luogo più sicuro per le navi delle Ong che si avvicinano alle frontiere dell’Ue. E il punto sta lì: lei li chiama confini nazionali, ma sono i confini dell’Unione Europea. Guarda i casini che combina la cattiva memoria.

 

(14 novembre 2022)

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