di Paolo M. Mnciotti
Riferendosi alle orribili misure prese contro le navi Ong, una feroce battaglia ideologica che ha come capocomico il ministro delle Infrastrutture, la presidente Meloni disse giorni fa: “I cittadini ci hanno chiesto di difendere i confini italiani”. Si riferisce evidentemente a tutti i cittadini, persino ai 18 milioni che non sono andati a votare, perché a tanto deve spingersi la convinzione della presidente del Consiglio per non fuggire di fronte al baratro che ha di fronte.
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Le cose però non stanno così: il governo Meloni, il più maschio della storia d’Italia persino nei toni tristemente e inutilmente guerreschi (a proposito del “meglio avere una donna che un uomo, ché almeno cambia il linguaggio” ascoltato da qualche parte) è l’ennesimo esperimento forzato degli italiani dentro la cabina elettorale. E sarà l’ultimo, poi staremo a vedere. Dentro il 26,1% di voti rimediati da Fratelli & Sorelle d’Italia il 25 settembre, maggioranza legittima che deve governare per dimostrare finalmente che la destra di governare non è capace, c’è quel 18 e oltre per cento di voti di gioiosi piccoli chimici del voto che prima lo hanno dato al Renzi, poi al M5S, e poi alla Lega delle Europee ed oggi alla leader percepita come nuova, così nuova che era già presidente della Camera nel 2006.
Insomma gli Italiani che stanno dentro quel 26,1%, anche col governo Meloni, ce stanno a provà perché le hanno provate tutte all’insegna del meglio quel che sembra peggio perché non può essere peggio del peggio. E si sono sbagliati ancora.
La dimostrazione dell’errore di valutazione tragicamente operato dal quel 18% di cui sopra sta nel fatto che il governo Meloni dà la colpa ai cittadini delle sue incomprensibili scelte sui migranti, scelte divisive, contro l’UE, contrarie al diritto del mare e che hanno già minato la fragile e quasi inesistente fiducia pro tempore che Bruxelles aveva accordato alla leader nuova nuovissima che stava già lì nel 2006 e che era già ministra di Berlusconi nel 2008 precipitando nel baratro dello spread insieme all’augusto leader nel 2011.
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Gli Italiani non vogliono la guerra ai migranti così come non vogliono più politici boccaloni capaci solo di promettere l’impossibile e poi di lasciare l’Italia sempre peggio di come l’hanno trovata.
(11 novembre 2022)
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