di Giancarlo Grassi
Orecchio destro alla televisione e orecchio sinistro alla radio (sarebbe stato meglio scrivere “auricolare”), la somma è presto fatta. Non potendo scrivere né discutere di nulla né gridare contro nulla l’informazione paludata e sempre meno ascoltabile dei grandi media in mano a tre soggetti ha deciso che Meloni, presidente del Consiglio da nemmeno tre giorni, è “draghiana”. Dunque si può stare tranquilli.
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Dunque la presidente del Consiglio – che non ci trova d’accordo su nulla di ciò che pensa – in appena tre giorni, stando all’informazione di casa nostra, governata dai soliti soggetti shakerati in varie fazioni tra finanziatori grandi e piccoli, ha già cambiato casacca politica almeno quattro volte: è stata fascista, neofascista, lepenista, draghiana e se non stanno attenti tra un po’ dovranno definirla comunista.
(24 ottobre 2022)
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