di G.G.
Finalmente un fulgido esempio di traduzione simultanea della guerra di Putin in salsa leghista. Traduzione riassumibile in poche battute: “Voto Lega. Capisco Putin”. E’ la dichiarazione post-referendum illegale e falso del leghista invitato come osservatore italiano dall’autoproclamato ambasciatore italiano nell’altrettanto autoproclamata Repubblica indipendente dell’Abkhazia, Vito Grittani, come scrive Repubblica.
Valter Lavitola ammette: “Sono io il mandante” dell’attentato a Ranucci
“Lavitola ha confermato l'ipotesi accusatoria della procura ammettendo di essere stato il mandante dell'attentato" al conduttore di Report Sigfrido Ranucci "e... →
Genovese era già stato invitato come osservatore per le elezioni della Duma. Organico ad una spedizione di 13 italiani, il connazionale leghista è stato scortato dai russi in alcuni seggi di Lugansk e Donetsk per assistere ai referendum-farsa per l’annessione alla Russia ai quali lui dichiara di credere. O meglio, dei quali afferma la regolarità. Cosa ci sia di regolare in un referendum autoproclamato in regioni occupate militarmente che annette de facto la sesta parte di territorio di una nazione democratica, indpendente e sovrana è uno dei tanti misteri leghisti che l’invito come osservatore non ci aiuta a svelare.
Anche la traduzione della situazione russa nell’espressione “C’è un clima particolare” lascia perplessi. Ma lui in Russia c’è stato e noi no. Magari dipende un po’ anche da quello.
Aver difeso il Piave ci ha condannati all’intracolonialità?
di Massimo Mastruzzo* C'è un titolo che dovrebbe far riflettere molto più di quanto non abbia fatto finora: «Università,... →
(2 ottobre 2022)
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