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Il programma di Meloni, Salvini e Berlusconi: così legati all’Atlantismo da doverlo inserire al primo punto

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di Giovanna Di Rosa

C’è da fidarsi ancora meno ora che il trio delle Meraviglie e delle promesse, sempre le stesse, dal 1994 in poi, con in prima fila il partito dell’ex ministra di Berlusconi ha messo nero su bianco il suo programma senza fondamenta. Al primo punto del programma di Fratelli d’Italia c’è “Italia, a pieno titolo parte dell’Europa, dell’Alleanza Atlantica e dell’Occidente. Più Italia in Europa, più Europa nel Mondo”.

Si fidano così tanto l’uno dell’altro da dovere mettere una cosa tanto ovvia, sancita dagli accordi internazionali dal 1945 in poi, in apertura di programma e immediatamente dopo una dichiarazione dell’ex ministra di Berlusconi che millanta l’abbandono delle pulsione neofasciste, illiberali, abiurando tutto l’abiurabile in un esercizio di autoriconversione che poi, con puntualità, il programma sbugiarda. Per riconvertire queste destre non bastano le abiure, non basterebbe nemmeno Lourdes, basta dare un’occhiata ai primi punti (al link in alto, primo paragrafo, l’intero accordo-quadro perché poi ogni partito avrà un suo programma, all’insegna della granitica unità del facciamo un po’ tutti quello che cazzo ci pare).

  • Politica estera incentrata sulla tutela dell’interesse nazionale e la difesa della Patria
  • Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell’Italia nel
    contesto geopolitico
  • Rispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica, anche in merito all’adeguamento
    degli stanziamenti per la difesa, sostegno all’Ucraina di fronte all’invasione della
    Federazione Russa e sostegno ad ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del
    conflitto
  • Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un’Unione
    Europea più politica e meno burocratica
  • Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica al fine di
    attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e duratura e la piena
    occupazione
  • Tutela degli interessi nazionali nella discussione dei dossier legislativi europei, anche alla
    luce dei cambiamenti avvenuti nel contesto internazionale, con particolare riferimento
    alla transizione ecologica
  • Incentivare il processo di designazione di sedi di enti internazionali sul territorio italiano
  • Centralità dell’Italia nell’area mediterranea
  • Piano straordinario europeo per lo sviluppo del continente africano, anche attraverso
    politiche di cooperazione internazionale finalizzate alla crescita socio-economica e alla
    stabilità politica
  • Difesa e promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e giudaicocristiane dell’Europa

Manca la difesa della razza, ma è un dettaglio. basta andare in Africa, insegnare un po’ a vivere a questi barbari e tutto si risolve, miracolosamente, perché alla radice giudaicocristiana basta il miracolo. Altro che storie.

Da una prima scorsa però quella prima pagina che è tutto uno slogan dedicato al fan club che a leggerle tutte e quindici gna fa’ rischia di essere la meno inquietante. A un rapido calcolo infatti, rischia di essere “il punto meno preoccupante del programma della Meloni. Il buco da 80mld che provocherebbe il suo programma economico è terrificante”, ci dicono fonti di Buona Destra, da noi interpellate.

Torna naturalmente il Ponte sullo Stretto sul quale dopo la famosa inaugurazione del primo pilone con strombazzar di tromboni, è calato il silenzio de pavidi. E’ sempre un argomento pregnante da tirare fuori in caso di necessità (just in case, direbbe la sempre più anglofona premieressa in pectore) quando, ad esempio non sai cosa dire, e non c’è abbastanza carta per dire

a) quanto ti costa;
b) dove trovi i soldi.

Interessante il punto 3 del programma, da leggersi d’un fiato e che sembra scritto su misura per placare la sete di vendetta di Berlusconi che torna in Senato con la sua esse sempre più grassa. Correte. E’ sempre il link in alto, primo paragrafo. Il punto 4 è interessante: tutti pagheranno meno, ma non c’è traccia di

a) quanto ti costa;
b) dove trovi i soldi.

Scorrendo ulteriormente il programma si capisce che siamo al miracolistico e alla celebrazione di tutto quello che nell’ultimo anno e mezzo Draghi avrebbe messo in campo se solo ci fossero state le risorse, Meloni dall’opposizione si è presa appunti e ha imparato dal Professore, ma come ogni allievo poco disciplinato ha dimenticato di scrivere

a) quanto ti costa;
b) dove trovi i soldi.

Sull’esilarante “Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico” in un paese in cui basta apparire sulla televisione giusta, che non è la nostra, e ti si aprono tutte le porte suona disturbante. Tutte le citazioni al punto 15 in Italia, I am afraid, ci sono già. E anche lì, in chiusura, manca

a) quanto ti costa;
b) dove trovi i soldi.

 

(11 agosto 2022)

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