La campagna elettorale che vorrei #iolapensocosì

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di Marco Biondi

Sarebbe incorretto affermare che sta per iniziare la campagna elettorale. A me sembra che non si sia mai interrotta. In fondo ogni volta che parlavano Salvini, Conte o Meloni, loro facevano campagna elettorale; che parlassero di immigrati, di reddito di cittadinanza, di rimpatri, di riduzione di tasse o accise, era una campagna elettorale permanente servita solo per i sondaggi, questo è vero.

Salvini, ad esempio, è riuscito a convincersi che avrebbe preso il 40%, magari aiutato dal moquito del Papeete, e, nel giro di tre anni, è tornato, sempre nei sondaggi, a quello che aveva preso alle urne cinque anni prima. Anzi un po’ meno (e in discesa)

La campagna elettorale non perdona: gli elettori spesso ascoltano e se dici minchiate, così come avrebbero potuto votarti, decidono di non votarti più. Cinque anni sono lunghi e gli ultimi per Salvini sono stati vissuti intensamente e con sprezzo del pericolo. A fini elettorali praticamente sono stati buttati via.

Per Conte, più o meno uguale: da quando gli hanno sfilato la seggiola da sotto il sedere, non si è fatto mancare occasione per maledire Renzi, stando abbracciato a quel PD che si era illuso di poter utilizzare tutti quei voti per vincere le prossime elezioni. Purtroppo, ogni volta che parlava Conte, si capiva che non aveva niente da dire, e infatti si è giocato quel consenso che aveva guadagnato andando regolarmente in TV ogni sera durante la pandemia. Adesso è rimasto solo a rappresentare l’inconsistenza di un partito nato dal nulla e che nel nulla sta ritornando. 

Tuttavia anche in mezzo a un simile egoistico godimento, la campagna elettorale che vorrei dagli altri è molto diversa da quella che sto sentendo.

Intanto smettetela di chiedere voti contro qualcuno. Un politico deve avere un programma da realizzare. Diteci cosa ci volete fare con i voti che chiedete! Votare PD perché altrimenti vince la Meloni, sinceramente sembra solo nascondere l’incapacità di fare proposte. Seconda cosa: smettetela di raccontarci con chi vi volete alleare. Le alleanze si fanno sui programmi. Se tutti e due vogliamo la stessa cosa, ci possiamo alleare. Altrimenti, sembra che ci mettiamo insieme per ottenere quel seggio, senza però sapere se quel parlamentare farà qualcosa di destra o di sinistra, che ci piace o no. Terza cosa: smettetela di promettere misure senza indicare quali coperture economiche prevedete per realizzarle. Berlusconi è il solito fenomeno. Promette di alzare le pensioni minime, ma non dice come pensa di farlo. Anzi, promette di abbassare le tasse, il che è in netto contrasto con la realtà: se incassi di meno, come fai poi a spendere di più? Quarta cosa, anche se legata alla terza: si possono promettere misure a favore di chi ne ha più bisogno, se contemporaneamente funziona l’economia. Chi promette misure assistenziali ma non capisce che i posti di lavoro li deve creare l’economia del mercato, sta solo promettendo la luna nel pozzo. Ultima cosa: perché continuate a pensare che sia più importante conoscere la faccia del prossimo Presidente del Consiglio, piuttosto che sapere che cosa il suo governo proverà a fare nella prossima legislatura? Assistiamo giornalmente a gente che si propone per guidare il Governo, ma non c’è uno straccio di proposta su come questo Governo inciderà sulla vita dei suoi elettori.

Per il momento sono sconfortato. Non solo perché probabilmente avremo un Parlamento di destra, ma perché vedo poche forza politiche, tra l’altro quotate nei sondaggi di un peso elettorale abbastanza scarso, che sembrano in grado di affrontare le sfide che stanno pesantemente preoccupando i cittadini italiani.

La campagna elettorale che vorrei, dovrebbe dirmi poche cose:

  1. Come avere una maggioranza coesa sulle cose da fare, prima che su come dividersi le poltrone, e che si basi su programmi piuttosto che su ambizioni e simpatie personali.
  2. Come fare per eleggere persone competenti, determinate, concrete e non solo persone con l’etichetta politica richiesta dal manuale Cencelli
  3. Chi scegliere per avere una gestione dello Stato che favorisca la lotta all’evasione fiscale, lo sviluppo dell’economia, il contrasto alla malavita organizzata e al cambiamento climatico e che stia dalla parte giusta a livello internazionale (Europa e Nato)
  4. Chi scegliere per ridurre le differenze tra chi ha troppo e chi ha troppo poco, capendo come pensa di riuscire a raggiungere questo obiettivo così ambizioso.

Oggi il mio voto andrebbe a chi farà fatica a superare lo sbarramento. Pensate come me la vedo brutta. Nel frattempo sogno anche un’altra politica. Oltre alla campagna elettorale che vorrei.

 

(27 luglio 2022)

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