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venerdì, Settembre 24, 2021

L’evoluzione politica #iolapensocosì di Marco Biondi

di Marco Biondi, #Politica

 

Quanto successo nelle ultime ore merita qualche riflessione di prospettiva. A volte può essere più semplice immaginare cosa possa succedere tra qualche mese piuttosto che tra qualche ora. L’epilogo al quale abbiamo assistito al Senato ha ratificato una verità incontrovertibile: il PD ha scelto il M5s e deciso di abbandonare Renzi.

D’altra parte lui aveva dichiarato di voler prendere voti e persone dal PD e ora, appena ne hanno avuto l’occasione, inevitabilmente gli rendono pan per focaccia. Nel breve Renzi cercherà fino a che potrà di sconfiggere il Governo al Senato. Lo scopo sarà quello di costringere Conte alle dimissioni e poi negoziare un suo rientro in maggioranza con un altro leader (il sogno è Draghi). Difficile che ci riesca, salvo qualche malattia improvvisa, ma a patto che accada solo ai senatori di maggioranza.

Nel giro di qualche giorno avremo la “quarta gamba” della maggioranza, che dovrebbe garantire i numeri per non cadere, ma non sarà certo adeguata per un programma di legislatura che vada oltre la normale amministrazione. Se il reclutamento darà risultati soddisfacenti, Italia Viva resterà all’opposizione di un Governo debole, che sopravviverà a fatica, ma sufficientemente a lungo per evitare il voto ed arrivare all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Tra circa un anno, con la nuova legge elettorale approvata a maggioranza, e un nuovo Presidente della Repubblica, torneremo probabilmente al voto. Ma con quali alleanze o schieramenti arriveremo al prossimo voto?

Nella famosa “quarta gamba” ci saranno solo parlamentari senza un chiaro orientamento politico e senza un leader vero. L’ipotesi che sia creato nel nome di Conte è improbabile, perché in quel caso Conte perderebbe la sua funzione di pacificatore indipendente e sarebbe, giustamente, messo in discussione come PDC. Difficile quindi ipotizzare la nascita di un nuovo partito con speranze di sopravvivenza.

Salvo che, una volta caduto, Conte non decida di “mettersi in proprio”, i singoli componenti del gruppo saranno candidati nelle liste disponibili, ma pochini avranno la speranza di essere rieletti. Ma Italia Viva cosa farà? Renzi come alleato in generale è poco gradito, perché è troppo più esperto e più capace della stragrande maggioranza dei politici in circolazione. Qualcuno dice più di tutti, questo non sono in grado di affermarlo, ma certamente sono pochi quelli che riescono a tenergli testa. Lo scontro frontale con Conte ne è la dimostrazione plastica. Renzi lo ha accusato di errori clamorosi nel fare il premier; errori che lui non avrebbe fatto.

Ad esempio, anche se qualcuno all’interno del partito ancora ci spera, è inimmaginabile che Renzi possa rientrare nel PD. Se lo facesse, attaccherebbe regolarmente il segretario come ha fatto con Conte, rendendo la vita di partito insostenibile. L’esito elettorale darà nuovi pesi e nuove misure, ma difficilmente produrrà un risultato abbastanza chiaro per consentire un nuovo governo solo con PD e M5S. Serviranno successive alleanze.

La strada per consentire governabilità è la formazione di una coalizione di centro sinistra neo liberista che va da +Europa, ad Azione, ai Verdi e, ovviamente finisce con Italia Viva. Una federazione che presenti personaggi credibili e qualificati e che potrebbe anche attirare molti che attualmente votano Forza Italia.

Una federazione che consentirebbe di non avere preoccupazioni di superare soglie di sbarramento e che potrebbe puntare ad un peso elettorale compreso tra il 10 e il 15%. Questa coalizione potrebbe poi puntare, anche dopo il voto, ad assorbire alcuni parlamentari di Forza Italia, attratti certamente più da questa prospettiva che dal sovranismo Salviniano o dall’abbraccio piddo/grillino. Anche loro potranno fare la parte dei “volontari”. Tanto ci siamo abituati!

Se al prossimo turno elettorale ci dovessimo trovare forze sovraniste che pesano circa il 40%, avremmo le condizioni per formare un’alleanza governativa con sufficiente autonomia per fare tutta la legislatura. Il problema sarà decidere per fare che cosa. Se il peso dei grillini governativi sarà intorno al 10%, quindi un sesto della maggioranza, le prospettive potrebbero non essere così drammatiche. Però bisogna lavorarci da adesso. E Renzi deve riuscire a trovare un accordo con Calenda, spartendosi bene le funzioni. Due galli in un pollaio possono coesistere solo con precisi accordi “pre-matrimoniali”.

Le amministrative romane potrebbero essere un interessante banco di prova, anche per testare la forza di attrazione di un raggruppamento relativamente nuovo che si oppone ad un PD romano, ancora fortemente condizionato dalla vecchia impostazione comunista, ed un M5S provato da 5 anni della devastante amministrazione Raggi.

Chi oggi si trova sconcertato per la pochezza dell’attuale classe politica, non perda la speranza. Non è da escludere che la situazione possa incredibilmente migliorare nel prossimo futuro. Tutto sta a sopravvivere in questo periodo e sperare che non si facciano troppi danni con la gestione dei fondi europei, senza la quale il Paese rischia fortemente di essere commissariato ed avviato verso la povertà.

 

(21 gennaio 2021)

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