di Giovanna Di Rosa
La passione per l’abbronzatura e i cocktail estivi di Salvini lo ha portato ad inaugurare l’ultimatum post-datato; il geniale leader leghista sempre più pro-tempore e sempre più alla canna del gas ha scelto l’inusitato ultimatum a Draghi rimandato a settembre e si vedrà poi se, soddisfatti dell’estate appena passata, scalpiteremo con augusti piedini o ci accontenteremo di dire la prima cosa che ci passa per la testa, proprio come facciamo oggi.
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Vediamo un po’: su ventisei comuni Meloni lo ha fatto secco in venti ed è primo partito, tre di questi vedono primo partito Forza Italia ed appena tre Salvini, in comuni dove la sua Lega ha perso (Lodi) o va al ballottaggio. Abbiamo preso ad esame la coalizione di centrodestra.
Dunque Salvini, non avendo niente di meglio da fare, dopo la débacle della sua nuova creatura Prima l’Italia a Palermo dove è entrato in consiglio comunale al 7,1%, sei punti abbondanti sotto FdI e FI, dà l’ultimatum post-datato a Draghi: perché mentre il mondo va in fiamme, Salvini il pacifista è già passato ad altro, perché deve salvare il paese da “PD e M5S che stanno distruggendo l’Italia” e in fondo del mondo che va in fiamme, se non è utile elettoralmente, sembrerebbe non interessargli granché.
Resta dunque da vedere che cosa si inventerà per tentare di rimanere a galla dopo avere clamorosamente tonfato tanto ai referendum quanto alle amministrative, e ne deve ancora parlare, e dopo che Fedriga, Giorgetti e Zaia gli hanno chiesto spiegazioni, dicasi incontro urgente, e sull’incontro non è ancora dato sapere nulla. Nemmeno se ci sia stato.
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(15 giugno 2022)
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