Le speculazioni di Meloni sulle violenze del Garda, colpa “dei silenzi di sinistre e femministe”

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di Giovanna Di Rosa

Puntuale arriva la sortita social di Meloni che, accusando le sinistre di non dire una parola sui fatti di Peschiera del Garda e sui presunti colpevoli della violenza di gruppo su sei ragazze, riesce a prendersela anche con le femministe, perché tutto fa brodo, e c’è anche da considerare che una donna che attacca le femministe da destra fa tanto donna che si occupa delle donne fino in fondo.

La questione, lo sa anche Meloni, è un po’ più complicata di come la presenta sui social ad uso dei suoi seguaci parlando di “una cappa di silenzio da parte di certa sinistra e delle femministe” che non avrebbero pronunciato “nessuna parola di sdegno, probabilmente” per “paura di mettere in cattiva luce gli immigrati”. Meloni, dopo tanta sincerità mette in campo la consueta “solidarietà alle giovani, costrette a subire questo episodio indegno per aver voluto passare una semplice giornata di svago al parco divertimenti” come se ci fosse causa-effetto tra passare una giornata di divertimenti e incontrare un branco di maschi alfa che, forti del branco, pretendono di fare ciò che vogliono.

Lo fanno anche squadristi neofascisti, ma su questo Meloni tace.

La leader Meloni indignata per propaganda elettorale contro le sinistre [sic] – in realtà la sua è una presa di posizione ferocemente razzista, nel gruppo di imbecilli travestiti da maschi alfa non c’erano esclusivamente giovani di origine straniera – è la stessa leader Meloni che pochissimo ha detto sulla questione della mani lunghe degli Alpini a Rimini curandosi che fosse chiaro il suo invito a fare “tempestivamente luce su quello che è accaduto nel corso dell’ultima adunata nazionale degli Alpini perché la criminalizzazione dell’intero Corpo alla quale siamo assistendo in queste ore è inaccettabile”, questo alla luce di centocinquanta denunce.

Nel frattempo l’ANA commentava “Quasi fisiologico [sic] che possano verificarsi episodi di maleducazione”. Invece la criminalizzazione di tutti gli immigrati, anche se nel gruppo erano una minoranza, va benissimo. Soprattutto in vista delle elezioni del 12 giugno dove Meloni deve chiudere i conti con Matteo Salvini.

Fermo restando che sulla vicenda di Peschiera del Garda deve essere fatta piena luce, ma con le indagini e non con il dito puntato della politica in campagna elettorale, Meloni inviti anche la sua parte politica a fare tutto il possibile con leggi appropriate, senza speculazioni sul colore della pelle vero o presunto che sia, che diano risposte alle migliaia di ragazzi che organizzano raduni non autorizzati, durante i quali scatenare risse, prendersi a pungi e calci, rubacchiare, danneggiare ciò che si può. Se poi la leader Meloni ritiene che la maniera migliore per risolvere la questione sia prendersela con sinistra e femministe, ad uso del suo elettorato, faccia pure.

 

(5 giugno 2022)

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