di Giancarlo Grassi
Per i combattenti dell’Azovstal “arrendersi non è un’opzione”. Lo dicono mentre le forze armate russe continuano a bombardare le acciaierie Azovstal a Mariupol, nel sud dell’Ucraina, cercando di fare irruzione nell’impianto.
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La dichiarazione, lontana anni luce da chiunque di noi, così attaccati alle comodità personali e alla liberta di fare solo ciò che vogliamo, da non riuscire nemmeno a pensare alla possibilità che tutto possa cambiare, è del capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vice comandante del reggimento Azov asserragliato nelle acciaierie a Mariupol, dalla quale ha trasmesso una conferenza stampa.
“Arrendersi non è un’opzione” ha detto “perché loro non sono interessati a preservare la vita”, la notizia è riportata dall’Adnkronos. Il capitano Svyatoslav Kalina Palamar ha poi aggiunto che “il 95% dei soldati evacuati all’ospedale da campo Azovstal è sopravvissuto grazie all’abilità dei medici, ma ora stanno ancora morendo per mancanza di farmaci e condizioni adeguate”. Gli ha fatto eco il responsabile dell’intelligence del reggimento, Ilya Samoilenko sottolineando: “Abbiamo ancora acqua e munizioni e combatteremo fino a che non riusciremo a cambiare questa situazione”.
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(8 maggio 2022)
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