di Daniele Santi
Certo il salto è notevole. Il M5S in pochi mesi è passato dalla feroce richiesta di impeachment del Presidente Mattarella, con digrignar di denti e la solita protervia, alla richiesta a larghissima maggioranza di esercitare un forte pressing sul Presidente Mattarella perché prolunghi il suo mandato.
Riforma elettorale, si sono “chiusi dentro”. E allontanato la democrazia dai territori
di Massimo Mastruzzo Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, l'8 ottobre 2026 la Camera dei deputati ha... →
Coi sondaggi in caduta libera e il virus no vax che riprende a circolare nelle loro gioconde fila, al M5S non resta che reinventarsi istituzionali alla vigilia dell’elezione del presidente della Repubblica. E’ il Salto della Quaglia del Movimento 5 Stelle reso noto nella serata del 3 gennaio quando i senatori pentastellati hanno informato che a stragrande maggioranza la loro assemblea avevano deciso per il pressing su Sergio Mattarella affinché accetti di prolungare il suo mandato.
Come scrivevamo su Veneto Notizie viene da chiedersi dove fossero il 31 dicembre 2021, ma forse non è il caso di soffermarsi troppo su questo particolare che deve essere loro sfuggito. Di fatto dal 2018, anno in cui Di Maio chiese l’impeachment di Mattarella, al 2020, anno nel quale Di Maio fece il mea culpa (“Fu un errore…”), all’oggi dell’inconsistenza contiana (nonostante le ottime qualità dell’ex Premier e più che probabilmente non per sue responsabilità) le giravolte del M5S sono sempre più numerose. Alcune di esse tragicamente comiche.
Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla canadese Anne Carson
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(4 gennaio 2022)
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