di Daniele Santi, #Politica
Dopo l’accordo interno alla Lega con i governatori a dettare la linea a Salvini, dopo la convocazione del segretario ad uso teniamo buoni gli elettori No vax, dopo che i Governatori della Lega, Fedriga in testa, avevano chiesto che il Super green pass – così come lo chiamano – venisse approvato proprio nei termini in cui è stato approvato, ecco aprire il teatrino del pomeriggio della Lega, la solita Lega di governo e di opposizione, che subito dopo la firma unanime della nuova misura di contenimento dei contagi se n’è uscita dicendo che “almeno in zona bianca il Super green pass si poteva evitare”, o qualcosa di simile.
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Il TG La7, non esattamente un covo di pericolosi ex-comunisti proni a Letta, riportava la notizia di uno scontro piuttosto acceso tra la Lega e la ministra Gelmini, con quest’ultima che si metteva di traverso rispetto al timido tentativo di fare mezzo passo indietro, ricordando che proprio Fedriga aveva sempre sostenuto la necessità della piena applicazione della nuova misura così come è stata votata.
Pettegolezzi di pericolosi anti-leghisti suggerivano addirittura che fosse stato proprio Salvini a chiedere almeno un po’ di resistenza da teatrino durante il Consiglio dei Ministri così da accontentare i No Vax e No green pass che ancora credono a ciò che Salvini dice – come se non sapessero che poi farà il contrario.
Per la cronaca la misura è passata all’unanimità, cioè hanno votato a favore anche i ministri leghisti. Perché la realtà va sempre al di là del racconto leghista.
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(24 novembre 2021)
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