di Daniele Santi, #Ilcommento
La #maratonamentana del 18 maggio ha offerto l’ennesimo spettacolo del giornalista gettato nella fossa dei leoni, circondato da manifestanti urlanti, in atteggiamento di violenta attesa, tesi non a dimostrare le loro ragioni in modo civile, ma a provocare così da menare le mani.
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Si era a Trieste e il cameramen de La 7 è stato spinto così da provocarne, l’eventuale reazione, mentre c’era la diretta.
Modalità da gorilla urlanti, a semicerchio attorno al cronista, scomparivano quando la luce della telecamera si spegneva per poi riapparire non appena la si riaccendeva con il loro eloquio gorillesco a sabotare la diretta (senza nemmeno accorgersi che ciò che diceva il cronista era in larga parte favorevole alla manifestazione) con grida, buuuuhhhh, coretti da bar, sorrisi stupidi e instupiditi dall’horror vacui che alberga le loro teste, ricerca di inquadrature mentre cantano il loro vaffanculo al presidente del Consiglio – così gli investigatori avranno vita più facile nel trovarli – ed Enrico Mentana che dallo studio se ne faceva beffe, non tanto in un giudizio di parte sulle loro ragioni, ma per i loro comportamenti da circo degli ignoranti.
Uno spettacolo indegno, illiberale, fascista, coercitivo, violento e squadrista di gente che ritiene di manifestare contro l’indegno, illiberale, fascista, coercitivo, violento e squadrista Green pass al grido di “Libertà. Libertà” e siamo gente tutta d’un pezzo o qualcosa di simile bruciando fogli di carta contro Draghi.
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(19 ottobre 2021)
