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Jair Bolsonaro pone il veto, ma le brasiliane se ne infischiano #giustappunto di Vittorio Lussana

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di Vittorio Lussana, #giustappunto

Ecco un altro esempio del vuotismo delle destre anche a livello internazionale: il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha deciso di porre il proprio veto su alcuni articoli di una proposta di legge, già approvata dal Congresso brasiliano, che prevede la fornitura gratuita di assorbenti alle donne in difficoltà. Il provvedimento riguarda più di 5 milioni di ragazze povere, adolescenti, senzatetto e detenute carcerarie, per favorire “la salute e l’igiene femminile”, ha spiegato la sua relatrice, la deputata del Partito dei lavoratori (Pt, forza politica di sinistra), Marilia Arraes.

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“Perché il Pt non ha fatto questo quando era al potere”? Questa la domanda retorica di Bolsonaro. Il quale, si è poi giustificato dicendo: “È irresponsabile presentare una legge senza indicare la fonte del suo finanziamento: è un’iniziativa fatta apposta per logorare il governo”, ha sostenuto. Peccato che proprio il governo si stia organizzando per aggirare il veto presidenziale. E persino la coordinatrice del gruppo di donne parlamentari della Camera di Brasilia, Celina Leao, del Partito progressista (Pp, forza politica di destra), ha affermato che gli 84 milioni di reais richiesti dal programma del ministero della Salute per l’acquisto degli assorbenti, sono “una cifra irrilevante”. Ovvero, si può fare.

Quel che stupisce veramente leggendo un fatto del genere è la tendenza delle destre di tutto il mondo a votare questi pseudoleader i quali stanno lì dove stanno solamente per dire stupidaggini, fare propaganda, prendere voti e vincere le elezioni. Dopo la vittoria, però, la prassi legislativa prosegue tranquillamente nella sua normalità. Una prassi in cui le donne, che son persone ben più serie – insieme ai gay – alla fine si occupano di risolvere i problemi concreti del Paese, abbandonando il machismo dei parlamentari uomini nel proprio brodo subculturale.

Se le donne di destra la spiegassero apertamente questa strana strategia, potrebbe anche darsi che otterrebbero la nostra attenzione. Se Giorgia Meloni e Daniela Santanché lo chiarissero limpidamente, con nettezza, questa volta ci crederemmo: “Guardate, Salvini lo mettiamo a palazzo Chigi a fare il vicepresidente del Consiglio, così se ne va in giro a farsi i selfies e a dire scempiaggini, senza creare troppi casini da queste parti. Noi donne, invece, cominciamo a confrontarci sulle cose serie da fare e realizzare”.

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Giuro che, se la strategia delle destre fosse questa, cioè di far fessi i maschi latini che tanto s’interessano unicamente al cibo e al calcio (Bolsonaro non riesce nemmeno in questo: non essendo vaccinato, si è fatto buttar fuori dallo stadio di San Paolo del Brasile, ndr), il pensierino di votarle potrebbe anche sfiorarci. E la cosa potrebbe essere valutata e soppesata. Prova a far così, Giorgina: abbandona i maschietti alle loro playstation e metti su un governo con quasi tutte femmine: son convinto che, per una volta, ne verrebbe fuori qualcosa di buono.

 

(14 ottobre 2021)

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