di Redazione, #Covid19
La procura di Arezzo ha chiesto l’archiviazione per il tedioso caso del vaccino somministrato al giornalista aretino Andrea Scanzi, vicenda di marzo per cui venne criticato per avere, secondo chi lo ha accusato, “saltato la fila” tanto per creare l’ennesimo caso come se in Italia ce le fosse bisogno.
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Secondo l’ANSA le conclusioni del pm Marco Dioni portano a ritenere che nella vaccinazione a Scanzi, il quale non rientrava in alcuna categoria vaccinale di quel momento e dunque non aveva diritto ad anticipare la somministrazione, “non si configura alcun reato” nella condotta del giornalista che scrisse lui stesso di avere ricevuto il vaccino e le ragioni per le quali era stato vaccinato.
Secondo le dichiarazioni di Scanzi il giornalista aveva ricevuto il vaccino in qualità di care giver dei genitori, anziani ed ammalati, accedendo al vaccino dopo che alcuni pazienti avevano rinunciato, ed essendo stato chiamato dalla Asl secondo indicazioni della Regione Toscana. Si era comunque deciso di aprire un fascicolo. Perché in Italia le cose serie prima di tutto.
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(28 giugno 2021)
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