Letta-Salvini, quando nasce un amore (politico)

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di Daniele Santi #Politica

Insomma è sbocciato l’idillio – finché dura. Ed è tutto un profluvio di dichiarazioni pro-Salvini da parte di Enrico Letta, così convinte da far sospettare che il PD sia già alla ricerca del prossimo alleato di governo, perché del domani certezza non v’è (è fantapolitica, naturalmente, ma una battuta e un sorriso lasciateceli fare)…

Matteo Salvini è “un volto vero, tutt’altro che finto”, che sta facendo uno “sforzo per aiutare il Paese”: trattasi di di dichiarazione ad uso pax draghiana rilasciata in due differenti interviste televisive, immediatamente dopo un incontro tra Letta e il premier Draghi a Palazzo Chigi. Il PD camaleonte si esprime così per bocca del segretario pro-tempore e già in scadenza: “In Salvini ho trovato un volto vero, tutt’altro che finto. In politica si incontrano molte maschere. Ma sappiamo entrambi che abbiamo una responsabilità sulle spalle: aiutare l’Italia ad uscire da questa crisi e far sì che le riforme che dobbiamo fare funzionino. Alle elezioni ci divideremo, ma credo che stiamo gestendo con responsabilità questa fase” come da dichiarazione del 29 maggi a Sky Tg24 ripresa anche da TPI.it.

Dunque siamo alla dichiarazione del segretario del principale partito della sinistra che riconosce una “verità politica” pro tempore, beninteso, al segretario di un partito come la Lega di Salvini sempre più intollerante, sempre più razzista, sempre più omofobo, europeista in Italia e anti-europa a Bruxelles, pronto a fondare un’alleanza sovranista contro il centro-sinistra in Europa.

In nome di cosa, di grazia, Enrico Letta definisce affidabile un politico che cambia idea ogni quattro ore, a seconda del tweet che deve lanciare o del post che deve scrivere? Lo fa forse su saggio consiglio del premier Draghi in nome della pax draghiana e del governo di unità nazionale? Siamo al magnificat del Grande Divisore, il Tribuno leghista, che viene celebrato perché si impegna per il paese come se non fosse pagato per quello e non per cambiare mascherina (o maschera) a seconda della convenienza. Tutto questo dopo essere stato no-mask. Perché siamo ad una classe politica che fa ridere da qualsiasi parte la si guardi e con qualunque orecchio la si ascolti.

 

(31 maggio 2021)

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