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Ragazze, attenzione ai settarismi: sono anch’essi un’arma del nemico #Giustappunto di Vittorio Lussana

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di Vittorio Lussana, #Giustappunto

Il caso di Maria Elena Boschi, perseguitata per mesi da uno stalker decisamente ‘appiccicoso’ e molesto, dimostra come il maschilismo italiano ancora non abbia proprio capito un ‘tubo’ delle critiche che gli vengono mosse. Ovviamente, fare amicizia con una donna che ci ha particolarmente colpiti non è un reato. Ma il ‘maschio latino’ proprio non riesce a fare quel salto di qualità che gli viene richiesto. Che non è solamente quello di essere gentile in senso puramente formale, con le ragazze. Oppure, di consentire loro che godano delle stesse opportunità degli uomini nel mondo del lavoro, percependo lo stesso salario a parità di incarico. Questi sono obiettivi che debbono essere raggiunti. Ovviamente, anche con il nostro aiuto. Ma è tutto il percorso culturale che c’è intorno alla questione femminile che dev’essere intrapreso. Anche e soprattutto da noi uomini.

L’uomo italiano di oggi deve cominciare a perlustrare e a comprendere come funziona l’universo femminile, che è molto più ampio e variegato di quanto ci venga insegnato in famiglia: è per questo che la famiglia mi è sempre stata ‘sui coglioni’, ragazzi. Bisogna farsi voler bene dalle donne. Ma per arrivare a questo risultato, c’è bisogno di risolvere una serie di argomenti e ‘passaggi’ tramite una vera e propria ‘alfabetizzazione’ nei riguardi del loro linguaggio e della loro sensibilità, che si muove, il più delle volte, su un terreno ben diverso rispetto al nostro.

Non si sta cercando di formare un ‘uomo nuovo’, né di proporre un corso accelerato di ‘bon ton’, bensì di comprendere come ogni semplice indicazione di sintesi proveniente dalle donne non sia né uno slogan, né un luogo comune, bensì contenga una serie molteplice di indicazioni ‘stratificate’. Altrimenti, non ci arriveremo mai a capire cosa ‘diavolo’ vogliano e come aiutarle nel modo giusto, fornendo loro gli strumenti più adatti per aprirsi una strada da sole.

Insomma, il maschio latino deve imparare anche ad ‘aspettare’ le donne e a interessarsi a loro con un maggior grado di altruismo. Anche nelle semplici amicizie, poiché quest’ultime appartengono a un territorio umanista e sentimentale. La parola ‘amicizia’ non è sinonimo di semplice ‘conoscenza’: la seconda è assai più generica e ‘contaminante’ della prima. Bisogna apprendere, invece, quale sia il modo migliore per comunicare i nostri sentimenti, abbandonando quel nostro ‘mito del buon selvaggio’ di ‘rousseauiana memoria’ che, spesso, porta molti di noi a comportarsi come degli ‘orsi’. Il ‘pelo sullo stomaco’ è meglio averlo in occasioni più pratiche o pragmatiche. Con le donne, invece, no: conta anche lo spirito e il cuore. E se non riusciremo a capirlo, questo nostro limite è destinato a diventare un problema, ragazzi.

Inoltre, basta con quest’idea del ‘possesso’: quando si ama qualcuno, la cosa migliore che si può fare è di desiderare la sua felicità, lasciandola libera di fare e disfare, di brigare e disbrigarsi. Le donne, quando si fidano, tornano sempre, da ‘dolcissime rompiscatole’ quali esse sono. Altrimenti, si finisce in uno dei nostri soliti stereotipi: quello del ‘collezionista di bambole’. Stiamo parlando di un percorso che si potrebbe definire: ‘educazione sentimentale’. Il quale, a mio parere, dovrebbe persino diventare una materia scolastica, o una nuova ‘branca’ della pedagogia.

Tornando a Maria Elena Boschi, bene ha fatto Giorgia Meloni a rivolgerle un messaggio di solidarietà. E veniamo a sottolineare alla parlamentare di Laterina, che si tratta di un gesto sincero, perché noi romani certe ‘tigri’ della Garbatella le conosciamo bene: sono lineari e ‘quadrate’ in moltissime cose. Non si pensi, dunque, a qualcosa di ‘tattico’ o di opportunista. In altri casi,  la ‘mossa’ avrebbe potuto esser questa, ma non nella logica di ‘idealistica lealtà’ di certe donne di destra come Giorgia Meloni. Noi siamo certi di questo. O, per lo meno, mi dichiaro personalmente convinto di quanto vado scrivendo, se ho ricostruito bene una vicenda molto simile capitata, in passato, proprio alla presidente di FdI.

Quel che, invece, dispiace apprendere è che questo medesimo riguardo verso Maria Elena Boschi non abbia visto il seguito di tante deputate della sinistra. Non sono al corrente dell’elenco preciso dei messaggi giunti alla parlamentare di Italia Viva. E con lo smartphone sono una vera ‘pippa’ già col mio, figuriamoci con quello degli altri. Tuttavia, non mi pare che, oltre a quella della Meloni, siano arrivate molte altre dimostrazioni di vicinanza. Come se, anche per molte donne, la Boschi appartenesse a chissà quale ‘categoria’ femminile.

A noi, la Maria Elena risulta essere una deputata che lavora tantissimo. E non crediamo abbia mai fatto qualcosa di ‘furbo’, in passato. Al contrario, pur di difendere il padre si è complicata di molto la vita. Secondo noi emergono, invece, dei ‘settarismi’, che già sarebbero alquanto antipatici sotto il profilo strettamente ideologico. Se le donne stesse non riescono a essere solidali tra loro, allora la battaglia per il loro avanzamento sociale è destinata a complicarsi, o a diventare una ‘faida’ generazionale.

Proprio il terreno ideologico, infatti, tende a fornire ulteriori ‘etichette’ assai adatte a nascondere vecchi pregiudizi e lotte intestine. Quindi, ragazze, evitate di dividervi tra voi. Se avete bisogno di qualcuno da ‘sfanculare’, ogni tanto, chiamatemi pure, dato che anch’io possiedo i miei limiti di maschio latino, stracolmo di giramenti ‘a elica’. Ma tra di voi, ragazze, cercate di ‘fare squadra’. Altrimenti, la vostra ‘campagna’ comincerà a essere appiattita e giudicata come un semplice pretesto per ottenere visibilità. Dovete unirvi in maniera trasversale, invece, per provare a combattere insieme alcune battaglie, stabilendo obiettivi precisi. Altrimenti, non riuscirete a emergere dai labirinti e dalle divisioni create ad arte dal sessismo patriarcale italiano.

Cominciate ad adottare un codice, per esempio, che impedisca di ‘scannarvi’ tra voi. Si tratta di regolare la vostra ‘concorrenza interna’, selezionando ciò che è sleale e irragionevole, rispetto a ciò che, invece, può considerarsi rappresentativo delle qualità individuali di una vostra collega o compagna di Partito. Quel che mi permetto di consigliarvi, con il massimo della cortesia possibile, è di smetterla di autodistruggervi: è proprio la divisione tra donne, il principale metodo utilizzato per continuare a ‘incasellarvi’ in sottocategorie obsolete e, spesso, piuttosto generiche.

Anche il maschio meno evoluto può comprendere come certi ‘siparietti televisivi’, quale quello della ragazza in minigonna al supermercato, sia lo stereotipo femminile più banale, reiterato ‘ad libitum’. Come se esistesse solamente quel tipo di donna lì. Siccome il vero tema di fondo è questo – e non certo il ‘moralismo’ di cui venite ingiustamente accusate – cercate di farvi furbe, per favore. E di comprendere quanto ognuna di voi sia individualmente particolare, peculiare, speciale in moltissime cose. Perché è questo aspetto ‘liberal’, o ‘libertario’ che dir si voglia, a far comprendere meglio il vostro bisogno di uscire da certe ataviche ‘gabbie’.

Ripeto e concludo, ragazze: io non intendo dare lezioni a nessuno. E penso, assai più semplicemente, che l’universo femminile debba essere esplorato senza superficialità, evitando etichette e giudizi che rimangono il vero limite del ‘gallismo virile italiota’, ancor’oggi imperante. Ma anche voi, ragazze, cercate di serrare le fila, evitando i ‘settarismi’. Altrimenti, tutti i nostri sforzi, i miei e i vostri, saranno sempre inutili o velleitari.

 

(12 marzo 2021)

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