di Redazione, #DirittiUmani
“Quattro persone di origine nigeriana sono state arrestate a Ragusa con l’accusa di aver ricattato con riti woodoo, trasportato sui barconi come merci e soprattutto sfruttato a fini sessuali, alcune giovani donne anch’esse di origini africane. Si tratta dell’ennesimo sistema criminale che attraverso orribili violenze psicologiche e fisiche fa arricchire poche persone senza scrupoli. L’indagine, coordinata dalla Dda di Catania e seguita sul campo dalla Squadra Mobile di Ragusa cui va il ringraziamento dei cittadini siciliani e italiani, è nata con le dichiarazioni di una giovane ragazza nigeriana giunta a Pozzallo nel 2017. La giovane, che era stata accolta in una struttura per minori, dopo aver costruito un rapporto di fiducia con gli operatori, ha raccontato loro tutti i passaggi che l’avevano condotta in Italia. Questo dimostra che il corretto trattamento psicologico e emotivo delle persone vittime di violenza dà loro la prospettiva di un riscatto nella vita e può addirittura aiutare a scoprire e punire i gruppi di delinquenti che infliggono quelle stesse violenze a altre povere donne indifese. Mi auguro che l’indagine possa fare piena luce su ogni crimine commesso e che i colpevoli vengano tutti assicurati alla Giustizia. La globalizzazione sarebbe una gran bella cosa se fosse ad esempio una globalizzazione dei diritti umani. È invece quanto è successo a Ragusa ci sbatte in faccia una cosa tremenda: sono le organizzazioni criminali che stanno traendo i più alti benefìci dei traffici, nel caso specifico Donne e prostituzione, e delle nuove condizioni globali, ciò purtroppo avviene a discapito della cancellazione dei più elementari diritti umani.”
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(12 febbraio 2021)
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