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Perché secondo me è il momento giusto per una crisi politica #iolapensocosì di Marco Biondi

di Marco Biondi #Iolapensocosì

 

Quindi secondo voi Renzi è un irresponsabile perché provoca una crisi di Governo in uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica. Voi chi, direte voi lettori? Voi, quasi tutti, rispondo io: commentatori, giornalisti, politici vecchi e nuovi (compresi quelli che vengono scongelati quando serve qualche picconata), partiti di ogni forma e colore. Tutti a dire che, per cercare visibilità personale, Renzi sfascia il Paese.

Io invece sostengo che potrebbe essere un bene una crisi politica proprio adesso e adesso spiego il perché.  I punti sono parecchi, ma il primo riguarda l’analisi della drammaticità. I temi sono: pandemia, fondi europei, economia. Intanto diciamo che Renzi non ha ritirato la fiducia al governo attuale, anzi, ha ribadito che voterà a favore di tutte le misure che sono state discusse fino ad oggi. Proroga dello stato di emergenza, Recovery Plan, scostamento di bilancio, misure ristori, nessuna di queste decisioni, così fondamentali per il Paese, sono messe a rischio.

Quindi, direte, come la mettiamo con il ritiro dei ministri? Nell’immediato non cambia nulla. Ci sono dei vice-ministri regolarmente nominati che possono, tranquillamente, garantire la continuità. Il problema dov’è quindi?

Eccolo il problema: la maggioranza ed il programma di governo. Noi stiamo assistendo da un anno e mezzo ad una azione di governo che si preoccupa di fronteggiare le emergenze, ma che non programma. Mesi fa, Italia Viva ha chiesto che tutti i partiti della maggioranza si incontrassero per decidere come proseguire la legislatura, con quali accordi, con quali obiettivi, con quali progetti, sostenendo, a ragione, che non si può stare al Governo solo per non farci andare Salvini.

L’attuale Presidente del Consiglio ha pensato bene che non fosse necessario; infatti, nulla di concreto è stato fatto da mesi a questa parte. Sarebbe stata sua responsabilità diretta assicurare che quanto richiesto fosse realizzato. Ma non perché lo chiedeva Renzi, semplicemente perché è una parte inevitabile del processo democratico di gestione di una Paese. Ma ha deciso di prendere tempo.

Quando Italia Viva, a Settembre 2019, quindi appena insediato il nuovo governo, ha chiesto un’azione da parte dell’esecutivo, affinché, sbloccando i cantieri, potessero ripartire le grandi opere, dando così anche sollievo all’economia, è stato dileggiato e, di fatto, alla data odierna, nessun cantiere è stato aperto.

Venendo poi al Recovery plan, è opportuno ricordare che, non solo il piano è stato fortemente migliorato grazie, principalmente, all’input di Italia Viva, ma, soprattutto, che il programma, sottoposto a pesanti condizionalità imposte dall’Unione Europea, richiede tempi di esecuzione serratissimi. Se un progetto prevede l’esecuzione in un certo arco temporale, l’Europa eroga i fondi per finanziarlo con cadenza semestrale. Ma se i tempi non si rispettano, non solo di quei fondi non vedremo più un centesimo, ma dovremo restituire quanto ottenuto in precedenza. Avere un Governo indeciso, immobile, che non è in grado di garantire la corretta esecuzione dei progetti, mette l’intero Paese a serio rischio. Ecco perché credo che il momento di ripensare il tutto non può che essere adesso!

Sul lato pandemia poi, tutti, da mesi, chiedono che si proceda ad una revisione strutturale del sistema sanitario nazionale e ad importanti investimenti per rafforzare quella sanità territoriale fortemente indebolita dai tagli del centro destra e senza la quale abbiamo purtroppo dovuto contabilizzare migliaia di morti che avremmo potuto risparmiare. Per fare questo, oltre al piano vaccinale, servono risorse ingenti e rifiutare integralmente l’utilizzo del MES appare totalmente inspiegabile.

Quindi perché ci siamo trovati in questa situazione? Perché Renzi vuole visibilità? Secondo me no. La visibilità serve soprattutto sotto elezioni, ora non è essenziale, perché ora non è il momento per andare ad elezioni!

Io credo che il motivo principale sia che i 5Stelle, partito di maggioranza relativa, senza il quale non sono possibili maggioranze politiche, è paralizzato da una crisi interna che non gli consente di prendere decisioni che si scostino da quelle in base alle quali è nato il Governo Giallorosso.

Non esiste leadership, la Casaleggio è stata fatta fuori, ma detiene ancora la centralità del potere in termini di dati e sistema gestionale. Grillo, che voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, si sta comodamente mangiando il tonno, ma si guarda bene dal mollare nemmeno un misero strapuntino.

Nelle ultime consultazioni su Russeau era no al MES, resta no al MES, anche se è stato profondamente rivisto. Era Conte premier. Resta Conte premier, nessun’altra ipotesi è presa in considerazione! Anche perché il partito è politicamente diviso in due fazioni contrapposte: i filo “giallo rossi” contro i filo “giallo verdi”. Destra contro sinistra. Se si dovessero contare e dividere, il partito si spaccherebbe e perderebbe tutto il proprio potere negoziale di partito di maggioranza relativa.

A mio avviso il PD non ne esce meglio. Anzi. Dovrebbe avere le stesse prospettive politiche che ha Italia Viva, si è più volte dichiarato d’accordo con le posizioni del partito di Renzi, ad esempio sul MES, sull’impostazione del Recovery Plan (volendo giustamente smontare la Task Force con 6 plenipotenziari e 300 consulenti), sulla necessità di far partire i cantieri dei grandi progetti. Nonostante l’abbia detto, non solo non ha fatto nulla per forzare l’alleato a 5Stelle a sposare questa linea, ma anzi si è appiattito totalmente sulle posizioni grilline, assecondandone, di fatto, i numerosi veti. Il motivo? La scelta, strategica, della quale non fanno certo mistero, di attingere agli elettori grillini e, tramite un’alleanza strutturale con loro, puntare alla conquista delle amministrazioni locali nella quali a breve si voterà.

Alla fine di questa disamina, l’uscita dall’impasse non può essere altro che una, se non si vuole sciogliere il Parlamento e tornare al voto: che i 4 partiti della maggioranza si trovino, abbandonino i loro vincoli pregiudiziali e cerchino di trovare un accordo politico che definisca:

  • il programma politico fino alla fine della legislatura
  • Il programma di esecuzione e di controllo dei progetti del Recovery plan
  • Il programma di sblocco delle grandi opere e del rilancio dell’economia
  • chi può avere le caratteristiche adatte per la funzione di Presidente del Consiglio. Arroccarsi sul nome di Conte per fare un dispetto a Renzi sarebbe da criminali, come è irragionevole che non si possa cambiare l’addetto alla comunicazione, Casalino, scelto a suo tempo da Salvini e ancora saldamente in controllo totale delle veline di palazzo.
  • con lo stesso metro, trovare dei ministri adeguati ai compiti estremamente impegnativi ai quali saranno chiamati. Non possiamo pretendere che siano tutti adeguati, i 5Stelle purtroppo non hanno questo grosso bacino dal quale attingere, ma non sarebbe uno scandalo se si ricorresse anche a tecnici qualificati.

Per ora, l’unico che ha dichiarato le sue pregiudiziali, è stato Renzi quando ha escluso solo l’alleanza con partiti anti europeisti. Dagli altri partiti abbiamo sentito parlare di pregiudiziali verso Italia Viva, verso Renzi, verso il cambio del PDC, verso il cambio di ministri, verso il MES. Tutte posizioni pretestuose e difficilmente giustificabili se dovessero portare ad elezioni anticipate.

Dovesse davvero succedere che, per colpa di queste questioni di principio, non si raggiungesse alcun accordo per scongiurare il ricorso alle urne, con inevitabile vittoria della destra sovranista, sarebbe inaccettabile darne la responsabilità a Matteo Renzi. Lui ha sollevato un problema concreto che dovrebbe essere risolto, ora, per dare una prospettiva più serena al Paese.

Se dovesse davvero verificarsi questa deprecabile situazione, dovremmo con onestà riconoscere che chi ne trarrà vantaggio, non sarà certo Renzi perché sarà comunque additato come unico responsabile di questo cataclisma. Sarà anche un presuntuoso con voglia di protagonismo, ma crederlo capace di aver fatto tutto sto casino per visibilità personale, metterebbe in dubbio il suo livello intellettivo.

Ma allora il PD che farebbe precipitare il Paese ad elezioni per calcolo politico ne potrebbe venire fuori pulito?

E i 5Stelle che ci finirebbero per incapacità interna di gestire scelte politiche conseguenti a nuove criticità o per calcolo politico, per non perdere quei pochi consensi che gli sono rimasti restando appesi ai dictat del “no MES” e “c’è solo Conte”, potrebbero dirsi non responsabili almeno tanto quanto il PD?

Al di la delle veline che girano, le cose stanno, a mio parere così come le ho raccontate. Si potrà negare l’evidenza, ma poi, il giudizio, come sempre, lo darà la storia.

 

(14 gennaio 2021)

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