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Dall’Osservatorio Permanente sulla Legalità l’appello al presidente della Repubblica

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di Redazione #Legalità twitter@gaiaitaliacom #Diritto

 

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Egregio Presidente Sergio Mattarella,

Dallo scorso febbraio assistiamo, inermi, ad una continua ed inarrestabile compressione dei nostri diritti fondamentali, portata avanti con strumenti normativi di dubbia legittimità costituzionale, ai quali, come giuristi ci siamo attenuti nonostante le nostre forti perplessità. Oggi siamo di fronte ad un’altra gravissima lesione di uno dei diritti fondamentali nel quale si incarna la nostra stessa democrazia: il diritto al voto uguale, libero, consapevole.

Se si permetterà che il Governo accorpi in un’unica giornata (il famoso Election Day) le elezioni amministrative ed il referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari, saranno violati tutta una serie di diritti fondamentali che vanno dal principio di eguaglianza del voto sia sotto il profilo individuale (art. 1, 3 e 48 cost), sia sotto quello territoriale (art. 1, 3 e 5 Cost. e art. 48 Cost.), del diritto al voto degli italiani all’estero, ai diritti delle minoranze (1/5 dei membri del Senato che ha promosso il referendum costituzionale), al diritto ad informare e a essere informati (art. 21 Cost.), la cui violazione lederebbe, altresì, il Patto internazionale dei diritti civili e politici del 1966, come è stato deciso di recente dal Comitato per i diritti umani in una decisione di condanna dell’Italia.

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I cittadini residenti nelle regioni dove si accorperanno le elezioni amministrative ed il referendum costituzionale saranno discriminati rispetto ai cittadini residenti nelle regioni dove si terrà esclusivamente la consultazione referendaria.

Questo perché è assai probabile che nelle regioni dove si voterà anche per le elezioni amministrative ci sarà una maggiore affluenza alle urne, rispetto alle altre regioni dove si voterà solo per il referendum costituzionale, con il rischio, gravissimo, che il risultato del referendum costituzionale risulti seriamente alterato, ma anche a causa della campagna elettorale che sarà condotta, inevitabilmente, in maniera diversa a seconda che si voti o meno anche per le elezioni amministrative.

È, infatti, impensabile poter effettuare una corretta campagna referendaria per permettere ai cittadini di formarsi un’idea slegata dagli slogan su di una riforma che incide profondamente gli assetti istituzionali della nostra Repubblica, essendo fortemente compressa la possibilità di organizzare incontri o eventi aperti alla partecipazione pubblica, anche tra tecnici del diritto, che consentano de visu lo scambio di idee e opinioni in merito alla revisione costituzionale oggetto di consultazione.

Inoltre, la campagna elettorale referendaria potrebbe vedere alleate tra loro forze politiche che si contendono i seggi nelle elezioni amministrative, creando di fatto un cortocircuito tra forze politiche nella competizione elettorale per le due consultazioni e idoneo a generare un’alterazione nella formazione della volontà elettorale e nell’informazione del corpo elettorale, con conseguente violazione della “sincerità” e “genuinità” del voto con una grave violazione dell’art. 48 Cost., anche sotto questo profilo (Corte cost. sent. 344/1993 e 155/2002).

Fissare la data del referendum subito dopo la stagione estiva limita fortemente la campagna elettorale  che dovrebbe in parte svolgersi in pieno agosto, rendendo di fatto impossibile garantire la più ampia partecipazione del corpo elettorale, presumibilmente lontano dalle città di residenza.

E, come è ovvio che sia, la regolarità della campagna elettorale si riverbera sulla regolarità dell’esercizio del diritto di voto, e in questo caso sulla validità del procedimento di formazione della legge di revisione costituzionale.

Un referendum costituzionale, per la sua rilevanza, DEVE avere adeguati spazi dedicati allo scambio di opinioni e di informazioni sia per coloro che sono contrari sia per coloro che sono favorevoli alla riforma costituzionale.

Per tutti questi motivi, Presidente, le chiediamo di intervenire urgentemente ed efficacemente su questa situazione, perché il diritto di voto è l’unico strumento che ha il popolo per esercitare la propria sovranità, nelle forme e nei limiti della Costituzione. Affinché questa nostra Costituzione sia tutelata e la democrazia non smetta mai di essere “vera” democrazia.

L’Osservatorio permanente sulla Legalità Costituzionale

 

(18 giugno 2020)

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