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Gli spot di Mediaset contro il web

di GdR #Televisione twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Mediaset con sede legale in Olanda, sede fiscale in Italia vedremo fino a quando. “Non provate a fare speculazione”, ha tuonato Berlusconi junior figlio dell’uomo che ha condizionato i destini d’Italia con la sua discesa in campo creando un clamoroso e mai risolto, e tutt’ora irrisolvibile, conflitto d’interessi che ha segnato la politica italiana e non solo quella… E via con una serie di spot che vogliono essere un po’ un lifting che è la mania di Famiglia, nei quali Mediaset si erge ad unico produttore di contenuti informativi obbiettivi [sic]; loro che più sono a destra che più a destra non si può, ora se la prendono con i giganti del web che non pagano le tasse in Italia.

Come se FCA le pagasse in Italia ad esempio, o come se l’ora Mediaset, quando era un semplice Biscione, non fosse stata protagonista di un lunghissimo contenzioso con la SIAE per questioni di diritti d’autore che non voleva pagare; così loro che non sono Media for Money, ma MediaforEurope si spostano in Olanda perché da lì è più facile, dato che l’avanzata età del patriarca potrebbe far venire meno lo scudo rappresentato da un partito – Forza Italia – in liquefazione. Del resto del doman non v’è certezza.

Se alla pessima qualità dei programmi delle reti, peggiorata – qualora fosse stato possibile – con l’avvento del Berlusconi pargolo, si aggiunge la concorrenza di Netflix, Amazon, Disney, paytv online di varo genere, e ad un pubblico, quello under 35, che la televisione non la guarda praticamente più se non quando gli pare, da dove gli pare e guardando ciò che gli pare, i conti sono fatti.  Un mercato completamente cambiato che dovrebbe avere fatto capire ai berluscones che la dittatura del programma rincretinente è finita; in più col partito del Grande Padre in dissolvimento, e la vita in evanescenza, non è nemmeno più tempo di Leggi ad Aziendam – scusateci il latinorum. Tocca guardare ad altri lidi. E cambiare messaggio.

All’attacco!, quindi, All’Attacco!, dei giganti del web: senza fare nomi, ma facendo scorrere in rapida successione i loghi delle testate Mediaset – ché sono affidabili, oh certo – più il logo di qualche quotidiano amico come il Corriere del re dei quotidiani scandalistici il buon Cairo.

Peccato che il Pier Silvio non abbia capito che Facebook, Amazon, Netflix e Google dei programmi alla Mediaset si son già fatti un sol boccone, e in tempi brevi mangeranno anche gli avanzi. Il giovane presidente, nato conservatore e più conservatore dell’anziano padre, ignora le evoluzioni del web e mantiene una Mediaset conservatrice, brutta, vecchia, inguardabile, che ha l’unico coraggio di parlare male della concorrenza del web – puntando sulle tasse non pagate, ci vuol coraggio – fino a convincere i suoi sempre più anziani telespettatori che il web è un mostro.

Insomma approfittano del digital divide per continuare a fare ciò che hanno sempre fatto. Guardandosi bene dal dirvi che la raccolta pubblicitaria in dieci anni è calata del 25% e di spiegarvi che i motivi si chiamano giganti del web. Che non essendo in grado di contrastare, mettono all’indice.

 

 

(20 maggio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 




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