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Il M5S non ha inaugurato soltanto l’era della cretineria in politica che è diventata mestiere principale e fonte di reddito, ma anche l’era disgraziata degli hacker ad orologeria. cioè quegli hacker che proprio nel momento in cui un sito viene aperto per dare il via ad una roba importante, tipo la richiesta di un rimborso, colpiscono impedendo l’accesso.
Nessuno di quelli che danno la colpa agli hacker, o che ne hanno scoperto l’esistenza ad uso personale, si deve essere chiesto mai perché – o per quali ragioni – Facebook o Twitter siano sempre online nonostante i milioni e milioni di utenti collegati e un sacco di hacker che tentano di forzarne le porte d’accesso.
Il motivo è che Facebook e Twitter sono più fortunati del sito dell’INPS il quale, per qualche motivo da ricondurre all’umana cattiveria e non certo alla statale disinformazione e troppo spesso incapacità, o addirittura a stupidaggini di nessun conto come la potenza dei server, si intasa e cade ad ogni flatulenza di passerotto.
Naturalmente è colpa degli hacker che, è nella mentalità dei burocrati incapaci del nostro paesotto eletto a nazione da G20, non sono soltanto malvagi distruttori di cose pubbliche, ma anche un’ottima scusa per sistemare le cose quando ciò che dovrebbe funzionare non funziona e c’è bisogno di un comunicato stampa da inviare agli organi d’informazione. A quelli che ci cascano.
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Così per la lotta agli hacker questo paese di fantasiosi incompetenti al potere cosa fa? Si inventa gli orari di accesso per questi ed altri orari di accesso per quelli. Con tanta disciplina applicata anche gli hacker scenderanno a patti e non ci sarà più nessun disservizio.
Del resto che i siti della pubblica amministrazione sono costruiti coi piedi non si può certo dire, e noi ci guardiamo bene dal dirlo. Ma la scusa degli hacker la usava già male la piattaforma Rousseau. Non capiamo perché usarla peggio.
(2 aprile 2020)
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