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Il Coronavirus (altrui) conferma: Bruno Vespa non è onnipotente e si incazza come un mortale

di Daniele Santi #Televisione twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Siccome pare che le leggi vanlgano per tutti, non c’è da stupirsi che valgano proprio per tutti, così non è tanto stupefacente che Bruno vespa venga messo in quarantena dopo la trasmissione conNicola Zingaretti positivo al Coronavirus, lo stupefacente è che un Vespa infuriato se la prenda con la “decisione politica”, quando in realtà il provvedimento è, in questo momento, legge dello Stato.

Con Vespa o senza Vespa la mia vita non cambia di certo. Ci sono molte più possibilità che cambi la vita di Vespa senza Porta a Porta e non stupisce che il giornalista che è anche un po’ dio si sia infuriato: ha appena scoperto di non essere onnipotente e che un giorno anche lui potrebbe finire. Non glielo auguriamo. La vita, e anche la televisione, senza di lui sarebbero molto meno divertenti e alla satira verrebbe meno una grande ispirazione, così come la cronaca politica vista soltanto con l’occhio destro, ché da quello sinistro par si sia ciechi. Tuttavia i fatti vanno raccontati come si deve.

La Rai ha deciso di sospendere “Porta a porta” dopo la notizia che il segretario Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingarettiè risultato positivo al coronavirus e la cosa a Vespa è andata di traverso perché, a suo dire, la sospensione non è legata a ragioni sanitarie. Ma, essendo entrato in contatto con un contagiato. il conduttore dovrà seguire le direttive che il governo ha stabilito per tutti i cittadini italiani nel Dpcm, vale a dire la quarantena. E un Dpcm, Vespa che è introdotto dovrebbe saperlo bene, finché è in vigore è legge. Così non si capisce perché si debba agitare tanto.

Certo, c’è il suo augusto parere: “È sconcertante che, mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole” e attacca il “segretario Usigrai che da sempre considera ‘Porta a porta’ un abuso”. Ci sembra un po’ esagerato il conduttore giornalista che è anche un po’ un dio.

Per quei tre milioni che ogni sera seguono Porta a Porta ce ne sono almeno il triplo che pur continuando a guardare la TV, la saltano a piedi pari e vanno a vedersi qualcos’altro non potendone più di una trasmissione prevedibile, con ospiti prevedibili, domande prevedibili che troppo spesso contengono anche le rispose, e le stesse facce che girano da due decenni.

Certo, al posto di Bruno Vespa saremmo incazzati neri anche noi, forse. Ma non si può pretendere di essere immuni alla Legge in tempi in cui si rischia di non essere immuni nemmeno ai virus. Lo capiamo anche noi che non siamo Vespa.

 

(10 marzo 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 




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