di Giovanna Di Rosa #Peresempio twitter@gaiaitaliacom #Buonisti
Matteo Renzi a Otto e Mezzo: “Urso e l’intelligenza, non solo artificiale, hanno litigato da piccoli”
Nell'immediato post-sondaggio SWG per il TG La7 di Enrico Mentana, sondaggio che vede i tre maggiori partiti tutti... →
Gli ultimi fatti di cronaca, tragici, non vanno ricordati. Sono lì, sotto gli occhi di tutti. Così come i commenti inadeguati, gretti, pretestuosamente arzigogolati a commentare ciò che non si può commentare – la morte, le sue cause, i colpevoli, i presunti colpevoli, se qualcuno è più colpevole di un altro, le ragioni per cui.. – tutto a beneficio dei vivi ed alla rassicurazione che potendo parlare di chi non c’è più possiamo ricordarci di essere vivi e ringraziare per esserlo ancora.
Certo. Il vivere in una società dove ogni respiro è sotto i riflettori ci costringe a pensare che il nostro pensiero sia assolutamente indispensabile e quindi ci costringiamo, a dispetto della prudenza che tutti dovremmo avere, a verbalizzarlo o postarlo, a guisa di aforisma, sulle bacheche che ci renderanno eterni proprio come se fosse vero che meritiamo di esserlo.
In ultima analisi, e per chiudere, nelle questioni di vita e di morte davvero l’unico che potrebbe dire esattamente come sono andate le cose è chi non c’è più. Così che, per favore, smettiamola con le illazioni, i pareri, i RIP, le condoglianze pubbliche. Anche il buonismo a tutti i costi dovrebbe avere un limite. Quando poi tutto questo è condito di moralismo o, peggio, di assurde frasi che si ritengono motivazionali o esplicative del mistero della morte, c’è davvero solo da vergognarsi.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Noi, lo scriviamo da sempre, crediamo che di fronte alla morte si debba stare zitti.
(3 marzo 2020)
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