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Geniale Zaia, il consiglio regionale del Veneto costerà sette milioni di euro in più

di Daniele Santi #Maiconlalega twitter@gaiaitaliacom #Maiconsalvini

 

Ecco l’ennesima genialata leghista a beneficio della casta leghista: a tre mesi e mezzo dalle elezioni regionali del Veneto il governatore Luca Zaia ha messo in atto una misura che dovrebbe riconsacrarlo Doge e rafforzare la sua leadership in vista della successione a Matteo Salvini.

L’assemblea regionale ha infatti votato a maggioranza (la maggioranza è a guida leghista) una modifica dello Statuto che ha modificato lo Statuto della Regione stabilendo che qualora gli eletti diventino assessori (dieci sono gli assessori) devono dimettersi dal consiglio e cedere la poltrona ai primi tra i non eletti: costo dell’operazione per i contribuenti veneti: sette milioni di euro all’anno.

Una bazzeccola, evidentemente, per coloro che votano Lega perché gli altri sono tutti ladri. Naturalmente la modifica dello Statuto è stata votata perché “normalmente gli incarichi di assessore impediscono di seguire i lavori del Consiglio in modo produttivo” ed ovviamente le “polemiche sollevate dalle opposizioni, quindi, non hanno ragione di esistere”, perché per la Lega le polemiche non hanno mai ragione di esistere essendo il disprezzo per tutto ciò che non è leghismo. E siccome – sono parole della casta leghista al potere – nella legislatura in scadenza “il numero dei consiglieri è sceso da 60 a 50, così come quello degli assessori (da 12 a 9)” non c’è motivo “di parlare di spreco di soldi pubblici”.

Scrive Next Quotidiano che le opposizioni vedono la questione in modo leggerissimamente differente. Secondo Iacopo Berti, consigliere regionale del M5S “Zaia vuol chiudere la legislatura potendo confidare in una Regione totalmente asservita a lui e alla Lega. La sua maggioranza gli ubbidisce e fa così passare in Consiglio regionale la norma che consentedi nominare 10 assessori che possono essere tutti non eletti, 10 lauti stipendi da distribuire ad amici, 10 eventuali premi di consolazione per chi non fosse stato eletto, da distribuire tra gli alleati e comunque” (vedi video qui).

Picchiano pesante anche i pentastellati Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco e Simone Scarabel che sottolineano come “dopo essersi fatto vanto del limite di due mandati dicendo perfino di averlo insegnato a noi del Movimento 5 Stelle, Zaia si è rimangiato tutto autorizzando a se stesso altri 5 anni da presidente, ma non contento, ora ha pensato bene di poter sperare in 5 anni di tranquillità. Lui spera di guadagnarci e intanto i Veneti pagano, la bellezza di 7 milioni di euro per tutta la legislatura!”.

 

(11 febbraio 2020)

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