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Rula Jebreal e le discriminazioni della televisione di Stato

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di Giovanna Di Rosa #Sanremo2020 twitter@gaiaitaliacom #TV&Radio

 

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Per la giornalista-scrittrice Rula Jebreal niente San Remo. I vertici RAI si sono messi di traverso, mossi forse da vaghezza sovranista di non remota ispirazione salviniana, all’idea di Amadeus di avere tra le dieci donne di San Remo (come se un uomo solo al comando che decide di circondarsi di dieci donne non fosse di per sé un indice di straordinario machismo da manganellatore di femmine del Neanderthal) la giornalista-scrittrice di origini palestinesi, naturalizzata italiana.

Pare che ci sia alla base il timore di un San Remo eccessivamente politicizzato, perché è molto meglio averlo bue con canzoni inascoltabili che intelligente con donne di peso. E Rula Jebreal è indubbiamente donna di peso. Niente Rula e pronta dichiarazione di Italia Viva il cui componente la commissione di vigilanza RAI ha dichiarato che porterà “il caso in commissione di Vigilanza” come se la commissione di vigilanza valesse qualcosa e a qualcosa servisse.

L’unica cosa che si sa per ora è che la televisione di Stato, alla quale anche Rula Jebreal paga il canone, ha detto niet alla sua presenza sanremese. Del resto non può non infastidire questa italietta sempre più leggerissimamente fascista, tristemente incattivita e spaventosamente ignorante, che una donna di successo di origini straniere, naturalizzata italiana, vada anche in tv in una trasmissione come Sanremo 2020 a mostrarsi a tutti come donna di successo.

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Si chiama discriminazione di Stato: e la subiscono tanti e tante di noi tutti i giorni. Fin quando ci staremo a subirla e fin quando vorremo continuare a vivere in uno stato che punisce i suoi cittadini anziché fornire loro i mezzi per vivere meglio. Il vivere in pace con tutte e tutti e tra tutte e tutti è uno di quei diritti. Toccherà svegliarsi.

 

(5 gennaio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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