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Alessandro Di Battista: “Paragone più grillino di tanti altri”. Perché essere “grillino” è uno status

di Giovanna Di Rosa #M5S twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Quello che mancava a questo inizio 2020 era una roboante dichiarazione di Alessandro Di Battista che, non potendo farcela mancare, è arrivato con la dichiarazione delle dichiarazioni a squisito uso interno, ma divulgata al mondo perché il mondo sappia: “Paragone è più grillino di tanti altri”. E’ una valutazione di pregiata pregnanza politica e che chiarisce – forse definitivamente e magari una volta per tutti – che l’essere “grillino” è uno status sociale. Una specie di missione. Insomma un marchio distintivo.

Proprio per questo mai mi sognerei di fregiarmi di sì agognato [sic] titolo essendo esso superiore a qualsiasi castroneria, qualiasi porcata, qualsiavoglia espressione di ignoranza, incapacità e inadeguatezza. Il “grillino” non è dove sta perché è capace, politicamente innovativo, creativo, preparato. Non sta dove sta perché è uno statista ed ha idee rivoluzionarie che passeranno alla storia o cambieranno la storia del paese. Il “grillino” sta dove sta perché è “grillino”: e questo è il suo unico merito. La sua patente. La sua medaglia. Il suo ruolo.

Programmazione politica? Nessuna, comanda Casaleggio. Innovazioni? Nessuna, soltanto populismo. Pidioti? Non ce n’è più. Poi c’è un aspetto che il tweet del buon Di Battista che la dice lunga su quanto essere “grillino” sia strettamente legato all’ego di chi si professa tale. Alessandro Di Battista dichiara che paragone è molto più “grillino” di tanti altri perché si è sempre trovato d’accordo con le affermazioni di Di Battista. Quindi Paragone, con le sue opinioni, celebra il Di Battista già Che Guevara de Noantri

 

Ecco dunque tardivamente ed inutilmente raccontato perché chiunque abbia fede in un altra formazione politica – non scrivo fede a caso – non ha alcun merito, non ha diritto ad alcuna patente, è rejetto, è inadeguato, disonesto, pidiota, è incapace di intendere e di volere… ecco perché, insomma, essere “grillino” è uno status symbol. E voi, cattiveria in persona, a pensare che fosse una condizione.

 

(2 gennaio 2020)

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