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Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
Secondo il quotidiano Repubblica, informato da fonti sindacali, Arcelor Mittal avrebbe aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria per 3500 lavoratori. La procedura riguarderebbe lo stabilimento di Taranto e sarebbe legata alla decisione del tribunale di spegnere l’Altoforno 2.
A lanciare l’allarme in mattinata era stata la Cisl mentre a Roma continuano i balletti sulle responsabilità e si litiga sul MES per coprire il marcio di ILVA e l’inadeguatezza con la quale la politica ha – per l’ennesima volta – trattato la questione giocando sulla pelle degli operai.
Nel frattempo Arcelor Mittal getta benzina sul fuoco con un nuovo piano industriale che prevede 4.700 esuberi entro il 2023 e il mancato rientro al lavoro dei 1.600 operai Ilva attualmente in Cassa Integrazione Straordinaria. Informa Repubblica che Arcelor Mittal ha già fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria per crisi di mercato per un numero massimo di 1.273 dipendenti e ha chiesto la seconda proroga della procedura a partire dal 30 dicembre. Coinvolti anche lavoratori in cassa a zero ore appartenenti ad impianti fermi da lungo tempo come i Tubifici e che percepiscono 700 euro al mese.
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(11 dicembre 2019)
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