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Nicola Zingaretti e Liliana Segre al Quirinale, che non è un’idea meravigliosa

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foto: Dire.it

di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #PartitoDemocratico

 

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Non condividiamo per niente la scelta di Nicola Zingaretti, nel suo puro e un po’ bieco opportunismo, di dare il suo endorsement alla candidatura di Liliana Segre alla presidenza della Repubblica. Non la condividiamo perché significa gettare una senatrice della Repubblica, una donna di quella caratura, alle soglie dei 90, nell’agone animale di una competizione tutta interna al Parlamento, che potrebbe portare Liliana Segre al Quirinale per sette anni a partire dal 2022, quando lei avrà cioè quasi 93 anni. E su suggerimento di Lucia Annunziata, ché la ciliegina sulla torta bisogna pur averla.

Liliana Segre, alla quale se solo si potesse augureremmo vita eterna, dovrebbe quindi salire al Quirinale e rimanere in carica fino al 2029, cioè al compimento del suo centesimo anno di età. Il compito ci sembra improbo e l’endorsement alla candidatura ci pare infantile, inutile, opportunista, in una parola: zingarettiano.

Dice il segretario PD: “Liliana Segre ha personalità da capo dello Stato”. Diciamola meglio: Liliana Segre ha personalità. Punto. Una storia e una vita che l’hanno ricostruita, costretta a ricostruirsi, dalla testa ai piedi. E’ una donna di straordinario valore. E’ una sopravvissuta testimone di un periodo oscuro che si riaffaccia orrendamente dal passato come se passato non fosse mai. E invece di difenderla Zingaretti cosa fa? La getta in pasto ai cani lanciando una sua improponibile, lo sa lui meglio di noi, candidatura al Quirinale sposando una boutade giornalistica di una direttrice di giornale che i posti di potere del paese li ha fatti quasi tutti, quindi non certo invisa alle forze politiche nonostante le apparenze rivoluzionarie sotto le quali si traveste, e che al Quirinale ci salirebbe tanto volentieri?

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Ci si aspetta di più dal segretario di un partito in serissime difficoltà, senza strategie, senza colore, senza politica, senza proposte, immobile e presto anche senza senso, se qualcuno – magari proprio Zingaretti col suo segretario-ombra D’Alema – non aprono gli occhi e non la piantano di giocare ai grandi statisti.

 

 

(12 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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