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giovedì, Dicembre 2, 2021

Il consigliere regionale leghista che celebra l’indipendenza polacca, dal partito che “schifa” quella italiana

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@torinonewsgaia #maiconsalvini

 

E’ importante esserci nei momenti che contano. Questo deve avere pensato il consigliere regionale leghista Gianluca Gavazza partecipando alle Celebrazioni per l’Indipendenza della Polonia, una Polonia mai così importante come oggi nello scacchiere sovranista internazionale agli ordini di Putin, così ben vista anche ai vertici leghisti, grazie al voto scriteriato che i cittadini di quel paese hanno regalato al gemello superstite Jaroslaw Kazcynski leader della formazioni più sovranista, Lega a parte, del mondo occidentale, di chiarissima ispirazione teocratica. Per essere sempre più vicini a dio, o all’Iran che dir si voglia.

E’ straordinario l’impegno che il consigliere leghista Gavazza ha profuso nel suo incontro, arrivando addirittura a definirsi giovane [sic] e lamentando, in un rigurgito di saggezza da ghostwriter  il fatto che i giovani come lui [sic] non sono in grado di apprezzare la libertà fino in fondo. Dev’essere a causa di questa dichiarata ignoranza che i giovani come lui entrano in un partito che le libertà le conclama per poi toglierle e il cui leader chiede pieni poteri. Ma è evidentemente un po’ colpa della scuola italiana, quella la cui distruzione cominciò col primo governo Berlusconi (e la Lega era già lì, altro che nuovo), per cui i giovani non sono preparati alla libertà. Quindi tanto vale distruggerla o almeno, metterla un po’ in pericolo. Ché c’è gusto a vivere col brivido.

“Nell’indipendenza ci siamo nati ed è così scontata che spesso ci dimentichiamo del suo valore”, così si è espresso il consigliere regionale leghista autodenunciando, in qualche modo e probabilmente senza troppa consapevolezza, il motivo per cui il suo partito, la Lega di Salvini, schifa le celebrazioni per l’indipendenza italiana – per la quale sono morti anche numerosi polacchi – esprimendosi troppo spesso contro giornate come il 25 aprile ritenuta, a torto, la festa di solo una parte di Italiani.

Le sagge parole del leghista Gavazza potrebbero addirittura far riflettere il il Capitano di tutte le Russie. Se dovesse accadere la sua partecipazione alle celebrazioni per l’indipendenza della nuova Teocrazia dei Kazcynski non sarà stata così inutile come questo quotidiano di nessunissima importanza osa pensare.

 

 

(10 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 




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