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Il proprietario di barche che parlava agli operai…

di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #opinioni

 

Il proprietario di barche che parlava agli operai viene subito dopo il bibitaro che insegnava ai professori e il segretario di partito che ha rubato 49 milioni alla stato, da restituirsi in 79 comodi anni di rate, che parla di onestà. E’, insomma, uno dei miracoli italiani di cui delirava Berlusconi e che si sono risolti in umanissime e quasi quotidiane porcate di gente che non ha fatto nulla nella vita che non fosse dire agli altri ciò che si sarebbe dovuto fare. Guardandosi bene dal seguire, essi stessi, ciò che andavano predicando.

Il proprietario di barche che parlava agli operai è, insieme al direttore di giornale che raglia ai creduloni, uno degli esempi più fulgidi dell’italico concetto del riciclo: si prende una spazzatura qualsiasi, la si shakera a gusto, la si ingurgita e la si restituisce con qualche parolone di qua e di là, due concetti rubacchiati, con il necessario condimento di un tempismo più o meno perfetto, ergo la si getta nell’acqua della pubblica opinione distorta così da risvegliare il mostro del dubbio, il cancro della rivalità, la fagocitosi dell’avversario, la guerra tra i poveri e la guerriglia quotidiana dei poveracci.

E’ di sicura estrazione operaia, e deve venire dal fatto che il proprietario di barche che parlava agli operai ha subito il fascino della Modena degli anni del boom economico dove chiunque riteneva di lavorare,, nel senso emiliano del termine, soprattutto se rivestiva una carica pubblica, la peculiare percezione della realtà di un uomo che per decenni ha guadagnato cifre vicine ai 15mila euro al mese grazie agli operai che lo hanno eletto per contrapposizione con i ricchi che stavano sempre da un’altra parte, ed è riuscito a fare loro credere che lo stesse facendo per loro. Finché non c’ha creduto più nemmeno lui.

Oggi, l’uomo che accusa i partiti politici di non parlare agli operai, è proprietario di vigne, terreni, yacht, tutto sudore della sua fronte e sangue del suo sangue, e tutto legittimo, salvo la presa per il culo, ci scuserà quella signora che odia le volgarità negli articoli, di pretendere che le sue parole mirate alla distruzione di un suo personale avversario politico possano ancora essere credibili da quella parte, gli operai appunto, che se un tempo vedevano e venerano il rosso ora, anche grazie al proprietario di barche che parlava agli operai, votano verde.

 





 

(30 maggio 2019)

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