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“Giustappunto!” di Vittorio Lussana: Stiamo attenti a non apparire “casta”

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di Vittorio Lussana #Giustappunto twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

L’altra sera, durante la trasmissione televisiva ‘8 e mezzo’, il direttore de ‘il Giornale’, Alessandro Sallusti, ha confuso il film ‘La guerra dei Roses’ con ‘Kramer contro Kramer’, il capolavoro di Roberto Benton con Dustin Hoffmann e Meryl Streep. Ma ‘svarione’ a parte, quel che è risultato realmente grave è stato il fatto che gli altri ospiti in studio non solo non abbiano affatto corretto l’errore, ma che siano andati avanti per un bel pezzo nel paragonare i litigi di Luigi Di Maio e Matteo Salvini con una pellicola che nulla c’entrava col ragionamento che si stava facendo. Queste ‘topiche’ sono ciò che danno ragione, almeno in parte, agli elettori del Movimento 5 Stelle, poiché offrono il ‘destro’ in favore di una critica distruttiva verso un ‘entourage’ del giornalismo cosiddetto ‘apparecchiato’ che non solo non riesce a rinnovarsi in termini generazionali, ma che continua ad apparire ‘finto’, ‘medio-borghese’, banalmente nazionalpopolare. Questi sono i veri motivi per cui, a sinistra, proprio non si riesce a mettere in piedi una normale alternativa socialdemocratica che sappia essere, ad un tempo, intelligente e ‘cazzuta’. Siamo di fronte – Sallusti a parte – a uno stucchevole ceto ‘cattocomunista’, che ha sempre mantenuto una serie di velleità esasperatamente pedagogiche, conformiste e ‘spaccacoglioni’: le vere cause di fondo di una serie infinita di sconfitte e passaggi ‘a vuoto’. Sallusti proviene dalla nebulosa delle ‘zucche vuote’. Tuttavia, possiamo anche perdonarlo, paradossalmente, perché nell’essere culturalmente privo di spina dorsale, egli appartiene a un filone piccolo borghese che, ogni tanto, riesce ad assumere qualche elemento ‘ex novo’. Non essendoci una sovrastruttura da ‘abbattere’, risulta più semplice cominciare a ricostruire. Sallusti sbaglia, ma almeno lui in piscina ci si ‘tuffa’. Senza neanche la speranza ipocrita che qualcuno possa andare a salvarlo dall’annegamento ‘riacchiappandolo’ per i capelli, dato che proprio non ne ha. Ma per voialtri, ragazzi, non c’è proprio niente da fare: vi siete chiusi in voi stessi come se foste ormai ‘saturi’ di contenuti. Organizzatela, ogni tanto, una ‘festa del cinema’, a casa vostra; fateli due ‘salti’ a teatro, santiddìo; ‘rollatevela’ una ‘canna light’, per favore: ci sono in giro anche quelle ‘legalizzate’, adesso. Per motivi totalmente opposti rispetto a Sallusti salvo anche Lilli Gruber, che infatti è stata l’unica, a un certo punto, ad aver avuto un momentaneo ‘lampo’ di lucidità, come recitava il titolo di un noto album dei Pink Floyd, relativo al delirio dei nostri tempi. Avrà pure un cattivo carattere, la Lilly, ma almeno questo suo essere ‘rognosetta’ la tiene ‘sveglia’ col cervello, anche se c’è chi mi ha raccontato che, a un certo punto della trasmissione, qualcuno ha sollevato un cartello ‘fuori campo’ con sopra scritto, a caratteri cubitali: “Guerra dei Roses, no Kramer contro Kramer”. Vabbè, tanto son cose che la massa non conosce e non capisce: non è vero? Poi sono io quello che vorrebbe internare in un gulag sovietico un intero pezzo della società italiana, non è così? E’ vero: io critico fortemente gli italiani e i loro retaggi d’inciviltà. Ma lo faccio proprio perché voglio bene alla gente e ai lettori. E mi sono sempre interessato a osservare e a riconoscere le numerose ‘contaminazioni’ che li condizionano e li distraggono, con tutte le giustificazioni storiche che ne derivano. Al contrario, il ‘politicamente corretto’ è una vera e propria forma di ‘indifferentismo borghese’. Saranno anche politicamente ‘inconditi’, i ‘grillini’, ma in queste cose non hanno torto: si continua a dare l’idea che voi siate quelli sempre a ‘puntino’, che si comportano sempre bene, che sono i ‘primi della classe’. Siete voi che li avete inconsapevolmente addestrati a cogliere il primo errore, la singola contraddizione, con il vostro morboso amore ‘fetish’ per il ‘dettaglio’ minimale, per i ‘primi piani’. Ecco perché in molti, oggi, pensano che essere di sinistra significhi appartenere a un ceto sociale di ricchi, i quali hanno potuto studiare e ‘posizionarsi’ in quanto sostenuti dalle loro rispettive famiglie. Ecco perché si perdono consensi in periferia: ognuno di voi risulta abbarbicato al proprio posto di lavoro e allo stipendio che da esso ne discende. Ma la gente non si misura da quanto prende di stipendio: lo sapete o no? Anche questa è una coordinata di sinistra che avete completamente dimenticata. Voi siete quelli che, non appena si accende una telecamera, cominciano a fare il ‘piangino’ sui giovani, i quali “poverini, non hanno le stesse opportunità che abbiamo avuto noi”. Ma in realtà, non appena si spengono le luci di uno studio televisivo, siete voi i primi a fare ‘barriera’ contro di loro; a cullarvi nelle vostre vanità da imborghesiti; a mantenere immobile un settore, quello dell’informazione, che invece avrebbe bisogno di respirare almeno un poco. Almeno un poco, ragazzi!

Frequentateli di più i giovani. State loro vicino, se potete, evitando le consuete ‘doppiezze’ cattoliche: quella sì che è ‘roba vecchia’. Longanesi s’inventò riviste come ‘Omnibus’ e ‘l’Italiano’ per far emergere ‘penne’ come quelle di Montanelli, Alvaro, Brancati e Pannunzio: dei ‘giovinastri’, all’epoca, degli emeriti sconosciuti. Quando diciamo che, ogni tanto, dovreste farvi una ‘canna’, cercate di comprendere cosa vi stiamo suggerendo veramente, per favore: non si tratta di un invito verso l’autodistruzione, ma di un’esortazione a curiosare il mondo che avete intorno, per coglierne le movenze più profonde. Ecco perché siete cascati tutti quanti dal ‘pero’, quando sono arrivati i ‘social network’. La morale di fondo, in svarioni di questo tipo, sottende semplicemente una delle migliori intuizioni del Gramsci sociologo: “Nelle formazioni sociali di tipo collettivo o gruppuscolare, colui che potenzialmente è il migliore finisce con l’apparire come il peggiore”. Perchè le logiche di gruppo ‘appiattiscono’: rendono dispersivi i rapporti e contengono persino attitudini mortifere – non soltanto in senso metaforico – quando non ci si rende minimamente conto di doverle limitare agli aspetti d’ordine, o meramente organizzativi. Me se proprio non riuscite a fare neanche uno sforzo minimo, ecco che siete voi, oggi, la ‘casta’. Si tratta di un ribaltamento logico che bisognava evitare a tutti i costi, che di fronte al tramonto delle vecchie culture politiche rischia di travolgerci tutti. Non è detto che, per affrontare i cambiamenti, si debba obbligatoriamente passare da una crocifissione all’altra, secondo la teoria cattolica del ‘cetriolo globale’: i cambiamenti possono essere affrontati e gestiti con assoluta normalità, proprio per evitare che ci travolgano o che instaurino distorsioni. Ricordiamolo, per favore, il Pasolini del ‘Pci ai giovani’: “Voi che a Valle Giulia stavate dalla parte della ragione, eravate i ricchi, mentre gli altri, che stavano dalla parte del torto, erano i poveri…”. La comprenderete mai questa lezione? Mah… Attendiamo che qualcuno sollevi una sfilza di cartelli ‘fuori campo’. Come faceva, a suo tempo, Bob Dylan: qualcuno si sarà mai chiesto il perché? Forse, è meglio lasciar perdere, che è meglio…

 

 





(25 aprile 2019)

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