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Quando Salvini diceva: “La sorella di Cucchi mi fa schifo. Dovrebbe vergognarsi”

di Giancarlo Grassi #maiconsalvini twitter@gaiaitaliacom #politica

 

Il polverone sollevato dalla confessione del Carabiniere che ha rivelato le dinamiche dell’omicidio, perché alla fine di quello si trattò, di Stefano Cucchi, e che ha parlato di “pressioni, paura, intimidazioni” dicendo che la sua “nota venne cancellata, ero terrorizzato” e le sue scuse alla “famiglia e agli agenti della penitenziaria”, con l’Arma pronta a costituirsi come parte civile, insieme al Ministero della Difesa, rendono ancora più gravi le parole che l’ora ministro dell’Interno che si ritene intoccabile ed invincibile pronunciò nel 2016 contro la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria.

Era il 5 gennaio del 2016 e l’Adnkronos fissava le dichiarazioni di Salvini, rilasciate a quel crogiuolo di volgarità gratuite che è il programma di Radio24 La Zanzara che già il TGCom aveva ripreso nella serata del 4 gennaio, dichiarazioni riprese anche da un video che trovate qui.

 

Ilaria Cucchi? Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. E’ un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi (…) La sorella di Cucchi si deve vergognare. La storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I carabinieri possono tranquillamente mettere una foto in costume da bagno sulla pagina di Facebook. O un carabiniere non può andare al mare? E’ assolutamente vergognoso. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa”.

 

Salvini scrisse poi una lettera a La Stampa, indignato. Lui. Addirittura Daniela Santanchè gli consigliò di scusarsi con Ilaria Cucchi. Anche lei in video.

L’allora segretario della Lega, ora ministro dell’Interno che trasforma in odio tutto quello che tocca, parlava della pubblicazione della foto del carabiniere indagata per la morte di Stefano Cucchi che Ilaria Cucchi aveva pubblicato sul suo profilo Facebook. Ora il carabiniere Francesco Tedesco, il supertestimone, ha rivelato a nove anni di distanza che Stefano, 31 anni, venne “pestato” da due suoi colleghi Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo, imputati come lui di omicidio preterintenzionale: e Matteo Salvini tace. Per lui parla Di Maio, ma di questo orrendo balletto degli opportunisti lasciamo che siano testate più autorevoli della nostra a parlare, così come a loro lasciamo la descrizione del pestaggio del giovane.

 





(9 aprile 2019)

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