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O della scatoletta di tonno imputridito…

di Daniele Santi #pentaleghismo twitter@gaiaitaliacom #neofascismi

 

 

Era molto tempo fa quando feci un battuta ad un conoscente che parlava di aprire l’Italia come una “scatoletta di tonno” mutuando un espressione del guittodiabolico che ora è tornato vergine e si pente dei suoi peccati.

Risposi: “Vedrai cosa ‘è dentro…“. Il conoscente mi tolse il saluto o forse mi mandò a quel paese in quello stesso istante, ma non sto nemmeno a contarli i conoscenti che ho facendo io un mestiere pubblico che mi porta in giro sempre a contatto con gente diverse sempre. Sapevo che bastava aspettare. Eccoli così finalmente [sic] vincenti quelli che dovevano aprire la scatoletta di tonno per prendere il posto di ciò che ci stava sdraiato dentro.

Tutti lì, pronti a prendere posto, morti prima di esserlo sul serio e imputriditi dal livore e dalla cattiveria erano i vincitori delle elezioni della cattiveria, della bugia, della falità, della fake news, della distruzione dell’avversario e preparavano la più clamorosa presa per il culo di un popolo dopo il chavismo di Nicolás Maduro, ma gli Italiani non lo sapevano. Erano galvanizzati dall’arrivo dei Vendikatori, sì con la VK, come certi socialnetwork usati come clava di certi regimi, cui i Vendikatori sono vicini per ideologia e per convenienza.

“Ora sì” ve la facciamo vedere noi!, sembravano pensare.

Invece gliel’hanno fatta vedere loro. Perché i signori della scatoletta di tonno non hanno fatto niente. Hanno piazzato lì alcuni incolti buzzurri incapaci anche di far di conto: tutto lì il governo del popolo fatto per il popolo. E il popolo – quello vero, non quello virtuale – preso per il culo come mai nella storia dell’Italia del dopoguerra: un reddito di cittadinanza che doveva essere per tutti, che andrà a pochissimi e di quei pochissimi ben selezionati molti saranno al Sud (e lo chiamano sviluppo), l’odio sociale brandito come clava, l’insicurezza venduta come verità, il nemico per tutti i gusti e possibilmente uno al giorno, così che non si perda l’abitudine; regolamenti di applicazione della poche leggicole fatte che non capiscono nemmeno i tecnici che li hanno redatti, un altro paio di leggi propagandistiche e poi la clava della recessione. Dieci mesi scarsi di governo e l’Italia è al palo.

Due i responsabili principali: Di Maio e Salvini, anche principi della propaganda.

La scatoletta di tonno è servita: tonno imputridito e col moscone. Che non è solo una roba galleggiante che funziona con dei pedali… E’ anche un dittatore di uno stato sovranista e pericoloso che con uno dei due partner di governo ha un contratto, firmato, di collaborazione politica e di scambio di informazioni sull’Italia…

 

 




 

 

(19 marzo 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 


 

 

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