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La notizia è riportata con grande evidenza dal quotidiano inglese The Guardian e riguarda le pressioni che Facebook avrebbe esercitato su diversi politici europei, ed in giro per il mondo, per evitare l’irrigidimento delle leggi sulla privacy concentrandosi in particolar modo sul GDPR europeo. Tra i politici targettizzati da Facebook anche il britannico George Osborne.
Tra i politici che sarebbero stati oggetto del lavoro di lobbying da parte del social blu centinaia di politici ritenuti in grado di influenzare le decisioni di numerosi governi attorno al mondo, tra i quali politici operanti nel Regno Unito, negli USA, Canada, India, Vietnam, Argentina, Brasile, Malesia e in tutti i 28 stati dell’Unione Europea.
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Tra i documenti spiccherebbe la “speciale relazione” che la società di Mark Zuckerberg avrebbe avuto con l’allora primo ministro irlandese Enda Kenny che in più occasioni aveva manifestato il suo “apprezzamento” per la decisione di Facebook di fare di Dublino il suo quartier generale europeo.
(4 marzo 2019)
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